Indianapolis: chi vincerà ?

Ryan Briscoe è uno dei grandi favoriti per la gara di domenica

Domenica 24 Maggio andrà  in scena per la novantatreesima volta "The Greatest Spectacle in Racing", la 500 Miglia di Indianapolis. Indy è una gara lunga, veloce ed imprevedibile, ed è impossibile fare solo due o tre nomi come possibili vincitori. Due settimane di prove hanno piuttosto delineato uno scenario di favoriti, outsider e possibili sorprese.

I favoriti

I favoriti di questa edizione sono indubbiamente i due uomini di Ganassi, Dario Franchitti e Scot Dixon, e due di Penske, Ryan Briscoe e Helio Castroneves. I due piloti di Penske sono stati costantemente i più veloci, quasi ogni giorno ai primi due posti della graduatoria.

Una vittoria di Castroneves avrebbe qualcosa di mitico: innanzitutto perché sarebbe la terza, e poi perché neanche un mese fa Castroneves era ancora in un'aula di tribunale. Il brasiliano intanto ha ottenuto la pole position, tanto per gradire.

C'è da dire che non ha mai vinto partendo dalla pole position (cosa accaduta due volte), mentre ha vinto partendo dalla quarta fila. E' stato il più veloce nel Carb Day, ha vinto la gara dei pit stop, è davvero in una forma splendida.

Ma forse il vero favorito è Briscoe. Vincitore della prove d'apertura a St.Petersburg, l'australiano sembra ormai avere tutto per vincere la più grande corsa al mondo. Tutto il mese è stato veloce, è ormai al secondo anno con il team e nel pieno della maturità . L'unico problema sembra essere l'ingombrante amico-rivale.

A mettere i bastoni tra le ruote dei due piloti Penske, i due alfieri Ganassi. Se Briscoe e Castroneves sono quasi sempre stati ai primi due posti, Franchitti e Dixon sono quasi sempre stati alle loro spalle.

Per Dixon, la vittoria significherebbe un back to back che non riesce dal 2001-02 (Castroneves).
L'anno era iniziato così così, con due sostanziali ritiri, prima di tornare alla vittoria appena si è tornati su un ovale.

Franchitti ha vinto a Long Beach, dimostrando di essersi rapidamente tolto la ruggine di un anno sostanzialmente buttato in NASCAR. Pesa però l'errore in Kansas, in cui è finito a muro rientrando al pit. Ad Indy si impose, con un po' di fortuna vista la pioggia, nel 2007. Non era mai successo che un team avesse gli ultimi due campioni Indycar e gli ultimi due vincitori della Indy 500. Una sorta di Dream Team.

Gli outsider

Le due settimane di prove hanno messo in mostra alcuni sfidanti dei favoriti, anche se un paio probabilmente non erano pronosticabili come possibili outsider.

Sicuramente Graham Rahal è uno dei piloti emergenti della categoria, ed ha iniziato la stagione in modo molto positivo, con due pole position e delle buone prestazione in gara (anche se con qualche pasticcio, vedi il contatto a St.Petersburg e il pit stop non ottimale di Long Beach).

Ad Indianapolis finora non ha sbagliato nulla, è stato veloce e concentrato. Quando durante il Pole Day, mentre si trovava in sesta posizione, il team ha deciso di cancellare il suo tempo a causa di un problema al cambio, Rahal non si è scomposto, è sceso in pista tranquillo e anzi ha migliorato il suo tempo qualificandosi quarto. Il team del compianto Paul Newman non ha mai vinto ad Indy, ma questo potrebbe davvero essere l'anno buono.

Un altro serio outsider è Mario Moraes, la vera grande sorpresa di questo mese di Maggio. Che il ventenne pilota brasiliano fosse un buon pilota lo si era anche capito, che potesse passare due settimane costantemente al vertice (terzo anche nel Carb Day) nessuno lo avrebbe pensato.

Ora la questione è sfruttare questo potenziale anche in gara, ma c'è da pensare, vista anche la buona gara in Kanas, che Moraes possa essere tranquillamente considerato tra i primi sfidanti dei quattro favoriti. Da notare che sia Rahal che Moraes corrono per due team, Newman Haas Lanigan Racing e KV Racing Technology, ex ChampCar, che evidentemente ci hanno messo poco per colmare il gap.

Chi ha passato un mese disastroso è stato l'Andretti Green Racing. Come quasi sempre accade, l'unico che si è salvato è stato Tony Kanaan. Il brasiliano non ha mai vinto, anche in anni in cui forse aveva la macchina migliore. Quest'anno che ha dovuto addirittura effettuare un puzzle tra varie vetture del team per poter ottenere una velocità  accettabile sembrerebbe fuori dai giochi, ma Kanaan è troppo esperto e talentuoso per poter essere escluso anche dalla lista degli outsider.

Le possibili sorprese

Le griglia di partenza della 500 Miglia di Indianapolis 2009 è la più ravvicinata della storia, con appena 3 secondi su 4 giri a dividere il più veloce dal più lento. Quindi diversi piloti possono essere annoverati come possibili sorprese.

Sicuramente va incluso Will Power, terzo pilota Penske, che ha corso tutto il mese un passo indietro ai due capi squadra. Non è detto che sia un demerito. Power è veloce ed ora ha un team per poter puntare alla vittoria. Certo sarebbe un bel colpo per l'australiano, che ha perso il pilota di titolare in Penske quando Castroneves è uscito dalle sue beghe processuali.

Altro possibile contendente alla vittoria è Dan Wheldon, che ha passato un mese un po' strano. Sempre veloce durante le prove, sempre a ridosso dei primissimi, un incidente durante il Pole Day ha poi sbattuto, rovinandosi il weekend di qualifiche. Alla fine partirà  soltanto diciottesimo, una posizione con rispecchia il suo reale potenziale. Ma quando vinse nel 2005, partì sedicesimo, quindi è abituato a partire da dietro e rimontare.

Il suo team, il Panther Racing, ha sempre avuto un rapporto altalenante con Indy, non riuscendo mai a vincere neanche quando era un top team con Sam Hornish. L'anno scorso arrivò secondo con Vitor Meira.

Difficile invece pensare a cosa possano fare due piloti molto amati come Danica Patrick e Marco Andretti. Come detto, l'Andretti Green Racing ha passato un mese davvero deludente, sempre lenti e nel mezzo del gruppo.

I due hanno sempre corso al vertice ad Indy, quindi è sempre meglio non sottovalutarli, ma allo stesso tempo è difficile indicarli come possibili vincitori. Sicuramente sono andati più veloci gli altri due piloti del KV Racing Technology, Townsend Bell e Paul Tracy, che sicuramente possono puntare ad un risultato di prestigio.

Così come Raphael Matos, il rookie più veloce e consistente finora qui ad Indy (visti anche i botti di Doornbos), che partirà  dodicesimo e per tutto il mese ha mostrato un ottimo passo.

Il nome del vincitore della novantatreesima edizione della 500 Miglia di Indianapolis dovrebbe quindi uscire da questo lotto, anche se Indy nella sua storia ha sempre regalato emozioni e colpi di scena.

Ma allo stesso tempo, ad Indy non si inventa niente, e questi sono i nomi che sono emersi dalle due settimane di prove e che hanno lavorato in modo più efficace in vista della corsa più celebre del mondo.

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