Pacific Division: Recap

Esulta Jonhatan Cheechoo, ala degli Sharks

Ok, siamo appena alla prima settimana, è troppo presto per parlare di sorprese, conferme, smentite e quant'altro. Ma con un po' di malizia possiamo farlo comunque.

Infatti la prima sorpresa, della prima settimana dell'era prima del Salary Cap nella Pacific Division sono i San Jose Sharks.

Ottimi lo scorso ann"oops, due anni fa gli Sharks sono visti da alcuni analisti come la principale candidata (a Ovest) a scrivere il proprio nome sulla Stanley Cup e con certe aspettative iniziare con un record perdente non è mai buono per il morale, anche quando la preseason segnava 0 nella colonna delle L.

La prima sconfitta arriva nell'Opening Night contro i Predators di Nashville, una squadra che -possiamo pure dirlo- non ha grandissime pretese. In parità  sino a 4 minuti dal termine una botta di Scott Hartnell dalla blue line brucia Evgeni Nabokov che aveva stoppato sino ad allora 22 dei 24 tiri subiti. 3 a 2 il finale con gli Sharks in goal col solito Marleau e con Nils Elkman.

Un giorno di riposo e poi si vola a Chicago per affrontare i Blackhakws. Stavolta la sconfitta è più pesante, subito sotto 3 a 0 nel primo tempo gli Sharks non riescono più a tornare in partita finendo in attivo, come conto goal, solo il terzo periodo. 6 a 3 il risultato finale con tre goal subiti in situazione di penalty killing e con in porta un Vesa Toskala sostituito dopo 22 minuti, 4 goal e 0.714 come percentuale di salvataggi dal portiere titolare Nabokov. Home Sweet Home?

Non ancora, infatti la terza partita e la prima vittoria per San Jose arriva in trasferta contro i St. Louis Blues. Dopo un iniziale vantaggio di due reti gli Sharks si vedono rimontati e superati sul 4 a 2 con 3 reti arrivate in penalty killing dagli special team di St. Louis guidati da una vecchia conoscenza del coach Ron Wilson, Doug Weight, giocatore fondamentale nell'economia del Power Play e del Penalty Killing del team USA alla scorsa World Cup -team che per l'appunto era guidato dal coach degli Sharks.

Ma una prova di coraggio, il primo goal di Jonhatan Cheechoo (first star of the game) e soprattutto 4 goal nel terzo periodo concedono alla formazione Californiana la prima vittoria in stagione con il tabellino che segna un 6-7 finale.

Soffrono in difesa e soprattutto soffre Nabokov che inizia la stagione con 4.26 goal subiti a partita e un 0.825 di saving percentage, ma il come back nella partita contro i Blues dimostra che le gambe degli Sharks sono giovani e fresche, così come l'entusiasmo, con solo due giocatori a roster sopra i trent'anni.

Il processo di ringiovanimento della squadra ha portato a ottimi risultati nel recente passato e può essere sicuramente una chiave di vittoria in un campionato che conta 82 incontri. A dispetto della brutta partenza questa è una squadra che può fare, e personalmente credo la farà , la differenza. Nel nostro prossimo appuntamento, fra due settimane, vedremo come si sarà  evoluta la situazione.

E continuando in ordine crescente troviamo i Phoenix Coyotes del nuovo coach, un certo Wayne Gretzky. Vi dice nulla il nome? Potenzialmente ultimi nella division (non ufficialmente avendo giocato una partita in più rispetto a San Jose) iniziano la loro stagione con una sconfitta di misura a Vancouver, 3 a 2 grazie anche una grande prova di Dan Cloutier (30 su 32 il suo conto di dischi stoppati).

Il giorno seguente primo scontro di division e seconda sconfitta, stavolta ad opera dei Los Angeles Kings ed ancora col medesimo risultato. La partita inizia con una brutta figura per il rookie Gretzky (pare strano doversi rivolgere a lui con certi appellativi), il coach di Phoenix infatti schiera nel line up Fredrik Sjiorstrom nonostante non fosse stato "attivato" per la partita.

Quando il coaching staff dei Kings si accorge dell'errore lo fa puntualmente notare agli arbitri e Sjiorstrom deve lasciare la gara. I Coyotes segnano due goal in power play ma ne subiscono altrettanti nella stessa situazione nel secondo tempo. Nel terzo tempo entrambi i portieri chiudono le porte e Gretzky non riesce a portare a casa la prima W. 8 Ottobre, home opener e finalmente arriva la prima vittoria ed è ancora un risultato di misura. Nel terzo tempo Shane Doan trova il GWG a poco meno di 5 minuti dal termine mentre Curtis Joseph (backup dell'infortunato Boucher) porta a casa uno 0.958 e permette di festeggiare la prima vittoria a dispetto dei 24 tiri a 17 in favore degli ospiti.

Terza partita in trasferta e terza sconfitta, ancora ad opera di una diretta rivale. I Dallas Stars prendono il comando della gara e non lo mollano sino alla fine, mentre al suo debutto in NHL il rookie goalie David Leneveu fa un'ottima figura bloccando 25 su 28 tiri pur non riuscendo così a salvare la squadra.

Tutte queste sconfitte di misura non sono un buon segno, forse alla squadra del fenomeno dell'hockey manca la determinazione per andare in goal quando serve e manca soprattutto la capacità  di passare in vantaggio, trovandosi sempre ad inseguire dopo una situazione di parità . Se il trend non cambia i Coyotes potrebbero finire la loro stagione molto in basso nella classifica, nella National Hockey League è fondamentale credere in ogni possesso che si ha e sfruttare tutte le occasione che gli avversari concedono.

Ed al terzo posto troviamo la squadra di hockey più conosciuta nel mondo, grazie anche alla trilogia marcata Disney uscita negli anni '90 e intitolata proprio a loro, alle papere, ai Mighty Ducks. Molto attiva nel mercato Free Agent, la squadra di ex proprietà  Disney trova le prime conferme alla propria campagna acquisti nella prima partita stagionale contro i Blackhawks dove vanno in goal sia Selanne che Scott Niedermayer.

Il risultato finale è di 5 a 3 con il solito immenso Giguere (eroe dei playoff 2003 in cui i Mighty Ducks arrivarono a gara 7 della finale per la Stanley Cup contro i Devils) che colleziona una percentuale di salvataggi pari a 0.923 su 39 tiri subiti! E pensare che ad Anaheim ne sono bastati 15 in meno per vincere. Non va altrettanto bene nella seconda partita, ancora in trasferta e stavolta contro Nashville.

Il punteggio è di 3 a 2, ma il terzo goal arriva -ad opera di Paul Kariya- nell'ultimo dei 3 shootout. I due portieri si fronteggiano in una partita identica, entrambi subiscono 33 tiri e solo 2 goal, ma solo uno dei due esce imbattuto dagli shootout, il ceco Tomas Vokoun. Nella terza partita della stagione i Mighty Ducks affrontano gli imbattuti Oilers.

La squadra canadese esce imbattuta anche da questo scontro quando Dvorak segna, con 8:20 sul cronometro del terzo periodo, il GWG in power play. Il quarto goal degli Oilers arriva in situazione di Empty Net a pochi secondi dal termine. I Ducks rimpiangono però i due goal di vantaggio accumulati nel primo tempo e sprecati nel resto della partita grazie anche alla buona prova del goalie Markkanen.

Per i Ducks non uno dei migliori avvii con la squadra che deve sempre affidarsi tantissimo a Giguere (mai sotto i 30 tiri subiti in queste prime partite) ma che ha tutte le carte in regola per segnare molto grazie soprattutto alla velocità  della quale dispone. Finché Giguere può reggere questi ritmi (e su questo ci sono pochi dubbi, visto che il portiere canadese ha già  dimostrato negli anni passati il suo reale valore) i Mighty Ducks restano una delle candidate alla corsa ai playoffs.

Ed eccoci ai Dallas Stars. La squadra texana è in pieno processo di ringiovanimento, dopo un offseason alla ricerca semplicemente della conferma di quelli che sono stati i giocatori chiave degli ultimi anni (e parliamo quindi di Mike Modano, Brendan Morrow e Sergei Zubov - che si affiancano agli ancora sotto contratto durante la offseason, Jere Lehtinen, Jason Arnott e Bill Guerin) e alla ricerca di alcuni giovani innesti da inserire da subito nel lineup.

E il 5 ottobre gli Stars cominciano la loro stagione in casa, all'American Airlines Center. Danno spettacolo e allo stesso modo terrorizzano i propri tifosi (e il sottoscritto ne sa qualcosa). Infatti la vittoria per 5-4 è frutto di uno straordinario come back, la partenza infatti segnava 0 sotto la colonna Home e 4 sotto la colonna Away! Jeremy Roenick nuova stella (nuova poi, si fa per dire!) dei Kings segna due reti e Marty Turco, portiere criticato per le sue performance nei playoff ma uno dei più affidabili in regular season insacca un goal dal primo, dal terzo e dal quinto tiro subito a cui ne aggiunge un quarto proprio allo scadere del primo tempo.

Dave Tippet deve aver parlato a lungo col suo portiere negli spogliatoi e infatti, tornate le squadre in campo, Turco ha chiuso la porta e Dallas le maglie della difesa così da non subire più neanche una rete. Dallas capitalizza 2 dei suoi 12 power play nel secondo periodo (durante il quale si aggiunge anche una segnatura di Zubov in situazione di 5vs5), Jason Arnott firma tre assist e Dallas trova la via del goal per altre due volte nel terzo periodo.

Il conto dei tiri dice 30 a 20 e dimostra che quando c'è stato bisogno di fare la partita gli Stars sono riusciti a prenderla in mano. Nella seconda partita casalinga Dallas deve cedere il passo a quegli Avalanche autori di un vero e proprio massacro a spese dei Texani nei playoff 2004 (dove fu protagonista indiscusso l'attuale giocatore dei Flyers, Peter Forsberg).

Marty Turco si riscatta della performance precedente bloccando 28 tiri su 31 ma non riesce a bloccare il rimbalzo di Marek Svatos a due minuti dal termine. Il GWG arriva in situazione di power play dopo che Jason Arnott, schiantato alla balaustra da Hinote e vistosamente sanguinante, sfoga la sua ira in una rissa nella quale è ben felice di partecipare anche Bill Guerin. Risultato?

L'ala destra e il centro di Dallas incassano entrambi 2 minuti per eccessiva durezza, 5 per fighting e devono abbandonare la partita mentre per Colorado arrivano 2 minuti e un game misconduct per Ian LaPerriere. 7 minuti di Power Play (con 6:48 da giocare) e gli Avalanche portano a casa la partita. Terza partita, ancora in Texas, e Dallas vince la sua seconda sfida divisionale, stavolta contro i Coyotes come già  detto in precedenza.

Da molti la franchigia di Dallas è vista come indebolita (e ciò viene anche dal fatto che il monte salariali era sempre stato molto alto per gli Stars nell'epoca senza restrizioni) ma dalle prime partite è emerso un fattore positivo, i giovani messi in campi (sia nuovi acquisti come Jokinen e Skoula che vecchie conoscenze come Daley, Morrow e Miettinen) stanno rendendo molto bene riuscendo anche a trovare la via del goal. Se Dallas avrà  una sorte analoga a quella di San Jose nell'applicare questa strategia allora potrebbe arrivare una chiamata ai playoffs. D'altronde i giocatori da cui i giovani possono imparare sono fra i migliori veterani della lega.

E per finire eccoci alla capolista. I Los Angeles Kings dopo la prima sconfitta ad opera dei Dallas Stars prima battono i Coyotes per iniziare la propria striscia vincente e poi proseguono vincendo contro Wild e Oilers. Contro la formazione del Minnesota la vittoria è più che sudata, non bastano infatti i tempi regolamentari ma il goal della vittoria arriva in overtime ad opera del solito Pavol Demitra. Più rilassata invece la terza (e fino ad ora ultima) vittoria, 3 a 1 in casa contro Edmonton in una partita controllata da Los Angeles e tenuta in piedi sino al terzo periodo dal portiere statunitense degli Oilers Ty Conklin.

Anche questa è una piccola sorpresa, di tutte le squadre della Pacific Division sicuramente Los Angeles è una di quelle sulle quali in pochi sono disposti a scommettere. L'avvio è stato buono e le ultime vittorie segno di una certa sicurezza, ma è Roenick l'uomo giusto per un salto di qualità ? Su questo ci sono tanti dubbi, staremo a vedere.

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