NFC West 2010: Preview.

Patrick Willis: i suoi tackles saranno fondamentali per i Niners lanciati alla conquista della West.

La stagione 2010 nella NFC West si preannuncia combattuta, soprattutto per via della smobilitazione generale a cui sono stati sottoposti gli Arizona Cardinals, franchigia che negli ultimi anni aveva fatto il bello e il cattivo tempo ad Ovest e che ora sembra essere stata scavalcata da dei Niners arrembanti, pronti a riprendersi un titolo divisionale che manca ormai da diverso tempo; dietro a questa coppia, sono tutti da scoprire i nuovi Seattle Seahawks di Pete Carroll e i St.Louis Rams, che si presentano ai nastri di partenza con un Sam Bradford in più e tante nuove aspettative.

Arizona Cardinals

Arizona arriva da due titoli divisionali conquistati in altrettante stagioni, ma cercare un tris che per la franchigia di Phoenix sarebbe di fatto storico sembra difficile, se non addirittura impossibile, viste le tante perdite che la squadra allenata da Ken Wisenhunt ha dovuto affrontare durante questa offseason, dove ha perso diversi tasselli della difesa e due importanti perni dell'attacco, su tutti, il quarterback veterano Kurt Warner.
Rimpiazzare il futuro Hall of Famer da Northern Iowa non sarà  affatto facile per un Matt Leinart che dopo aver perso il posto da titolare proprio in favore del 13 tre stagioni or sono, sembra essersi smarrito, o comunque aver dimenticato quella proverbiale sicurezza nei propri mezzi che aveva mostrato di aver fatto sua per tutta la durata della carriera collegiale, dove, innegabilmente, pareva essere avviato verso un grandissimo futuro.
Un futuro che si è fatto via via più intricato e che ancora oggi non ci ha permesso di ammirare tra i professionisti il grande campione visto all'opera nel college football, in cui si era rivelato uno dei migliori interpreti del ruolo; i Cardinals, dal canto loro, non hanno mostrato più la stessa fiducia che avevano nei suoi confronti quando è stato scelto, tanto che dopo aver salutato Warner al termine della stagione 2009, hanno cercato in tutti i modi di trovare un nuovo veterano da affiancare a Leinart per il 2010.
Dopo qualche sondaggio tra i free agents la scelta finale è caduta su Derek Anderson, QB che a Cleveland ha avuto diversi alti e bassi dovuti anche alla battaglia, senza vincitori ne vinti, con Brady Quinn che ha caratterizzato gli ultimi, fallimentari, anni dei Browns; coetaneo di Leinart e suo avversario nella Pac-10 con la maglia di Oregon State, il nuovo QB dei Cardinals ha accumulato molta più esperienza rispetto al compagno di squadra, e anche grazie alle 34 apparizioni da starter in NFL, il doppio del numero 7, viene considerato dal coaching staff come l'esperto del reparto.
Un reparto che, sebbene attualmente vede favorito Leinart rispetto ad Anderson, non ha ancora deciso lo starter, con il primo che pecca in potenza ma ha dimostrato di saper orchestrare l'attacco con passaggi precisi e veloci, e il secondo che invece sembra rappresentare l'esatto contrario, dotato si di un braccio potente, ed in grado di sondare il profondo, ma alquanto impreciso, che di rimando non gli consente di trovarsi a suo agio in un'ipotetica West Coast Offense, fatta di rilasci veloci e calibrati.
Se per la posizione di quarterback la battaglia si protrarrà  sino alla partenza della stagione regolare, per il backfield le gerarchie paiono ormai decise, con "Beanie" Wells nel ruolo di starter e Tim Hightower pronto a subentrargli in occasione dei terzi down e quando il campo e le difese avversarie si fanno più strette e pressanti; i due, d'altronde, compongono una coppia ben assortita, con l'ex Buckeye che sfianca i reparti difensivi avversari ed il prodotto da Richmond che gli piazza il colpo di grazia, come dimostrano le 1,391 yards conquistate e i 15 touchdowns realizzati insieme.
Sul gioco di corsa Wisenhunt sembra poi intenzionato a puntare anche per togliere pressione al nuovo starting quarterback, che nel passing game dovrà  inoltre fare a meno di una pedina importante come Anquan Boldin, passato ai Ravens, e che sarà  quindi obbligato ad indirizzare ancora più palloni verso la stella della squadra, Larry Fitzgerald, che si presenta ai nastri di partenza del torneo 2010 con la volontà  di portare a 4 il numero delle stagioni in cui ha superato le 1,000 yards su ricezione ed è andato in doppia cifra come computo di touchdowns.
Per farlo, indubbiamente, dovrà  sfruttare il lavoro del nuovo compagno di reparto che agirà  sull'opposta sideline, e che dovrebbe corrispondere all'identikit di Steve Breaston, rapidissimo ricevitore da Michigan che ha confermato ottimi progressi nel corso del 2009 con la miglior media di yards conquistate a ricezione della squadra, 12.9, ottenuta grazie alle 712 yards totali in 55 receptions. Oltre all'ex Wolverine, uno spazio importante dovrebbe ritagliarselo anche Early Doucet, al terzo anno da LSU, che si alternerà  nel ruolo di slot con Andre Roberts, interessantissimo rookie da The Citadel.
Conferme nella posizione di tight end, dove Ben Patrick e Anthony Becht si divideranno i compiti, con il primo che si dedicherà  maggiormente alle ricezioni e il secondo che, invece, darà  una mano alla linea in fase di bloccaggio; una linea dove ci sarà  qualche volto nuovo, a cominciare da Alan Faneca, ex Jets che andrà  ad occupare il ruolo di left guard tra il centro Lyle Sendlein e il tackle Levi Brown, giocatore scelto per sostituire Wayne Gandy. Sul lato opposto spazio a Brandon Keith e Deuce Lutui, RG che conosce molto bene il nuovo starting quarterback per averci giocato insieme a Southern California.
Invariata la linea difensiva, che poggerà  sulla solida base rappresentata dal defensive end Darnell Dockett, stella del reparto in attesa che esploda definitivamente l'altro end Calais Campbell, reduce da un 2009 piuttosto produttivo e convincente che lo ha visto chiudere con 7.0 sacks all'attivo, gli stessi del suo compagno; in mezzo a quella che pare una delle coppie meglio assortite della NFL troverà  quasi certamente spazio fin dalle prime partite Dan Williams, ottimo nose tackle uscito da Tennesse che pare aver vinto la concorrenza di Gabe Watson ed Alan Branch, il quale è stato spostato definitivamente al ruolo di end nella 3-4.
Una 3-4 che potrà  indubbiamente contare su uno dei migliori interpreti di questo schema, Joey Porter, un altro ex Steelers che si è riunito a Wisenhunt e che arriva in Arizona per sostituire uno dei maggiori leader passati della squadra, Karlos Dansby, che ha firmato da free agents con i Dolphins; il numero 55 affiancherà  presumibilmente Clark Haggans sull'esterno, mentre al centro della mediana agiranno Gerald Hayes, 62 tackles nel 2009, e un altro rookie, Daryl Washington, interessantissimo prospetto da Texas Christian scelto al secondo round.
Tra i backup ottima l'acquisizione di Paris Lenon, che dopo un paio di convincenti stagioni a Detroit arriva a Phoenix per fungere da valvola di sicurezza in caso l'impatto con la NFL dello stesso Washington non sia immediato, e la conferma di Monty Beisel, linebacker che potrebbe rivelarsi utile nelle difese di situazione; un po' come Justin Miller, che oltre a ritornare punt e kickoff, si appresta a ricoprire il ruolo di nickelback, dando un contributo importante a delle secondarie che hanno perso due dei loro migliori interpreti, il corner Bryant McFadden e, soprattutto, la safety Antrel Rolle.
Per sostituire quest'ultimo il defensive coordinator Bill Davis ha puntato su Kerry Rhodes, altro giocatore arrivato dai Jets, che avrà  il compito di affiancare sul profondo Adrian Wilson e dare un contributo in termini di esperienza ad un reparto che sulle sideline si presenta con due starter ancora giovani, il terzo anno Dominique Rodgers-Cromartie, atteso alla stagione della consacrazione, e il sophomore Greg Toler, che dovrebbe essere preferito a Michael Adams come corner destro.
Sostituito anche il kicker Neil Rackers con un veterano affidabile come Jay Feely, nel ruolo di punter i Cardinals potranno continuare a fare affidamento su uno dei migliori giocatori della lega, l'australiano Ben Graham, da sei stagioni uno dei punti di forza degli special team di Arizona, che nei ritorni potranno contare sul piccolo runningback al secondo anno da Pittsburgh LaRod Stephens-Howling, oltre che sul già  citato Miller.
A Phoenix Wisenhunt ha cominciato un rinnovamento che sembra essere quantomeno necessario, anche per dare la possibilità  ai tanti talenti draftati in questi anni di emergere, in modo da garantire ai Cardinals di rimanere ai vertici della NFC West; ovvio, quest'anno, assicurarsi un biglietto diretto per i playoffs non sarà  facile, ma nonostante le tante partenze di peso gli investimenti fatti nelle scorse stagioni e proseguiti quest'anno dovrebbero permettergli di lottare fino all'ultimo.

San Francisco 49ers

Coach Mike Singletary è riuscito nell'intento di rendere nuovamente competitivi i Niners, che dopo qualche stagione non brillantissima sono tornati a chiudere in positivo il 2009, raggiungendo quota 8 vittorie, un risultato che mancava da tempo; un tempo in cui non sono mancate le rivoluzioni e le innumerevoli ricostruzioni, a cominciare dall'attacco, che ha cambiato per cinque volte offensive coordinator dal 2005 ad oggi.
Cinque allenatori d'attacco in altrettanti anni, questo è quello che ha dovuto subire il quarterback Alex Smith, che oltre ad essere stato martoriato dagl'infortuni alla spalla ha dovuto cambiare continuamente sistema di gioco, faticando a trovare ritmo ed imporsi in quella NFL in cui aveva scelto di arrivare a soli 21 anni, come uno dei più giovani quarterback mai scelti al draft, tanto che ancora oggi rimane uno degli starter meno attempato.
Una giovane età  che indubbiamente non gli è servita per provare a scrivere, almeno per ora, il libro dei record, visto la puntualità  con cui è stato costretto a chiudere la stagione in anticipo o a sedersi in panchina per lasciare spazio a veterani più esperti; questo fino alla passata stagione, quando Jimmy Raye e Singletary hanno deciso di puntare su di lui dopo i ripetuti fallimenti di Shaun Hill, a cui ha rubato definitivamente il posto di starting quarterback alla settima settimana di NFL.
Da allora San Francisco si è trasformata, mettendo insieme numeri importanti e cominciando a fare intravedere un gioco che creava più di una semplice speranza in ottica futura, un futuro diventato oggi e che vede Smith appropriarsi finalmente di quel backfield che doveva essere suo già  da tempo; con 2,350 yards, 18 TD, 12 INT, di fatto, il talento da Utah è ripartito, dopo un anno e mezzo di forzata inattività , per una sorta di seconda carriera, una seconda chances che merita di essere sfruttata, e vissuta, fino in fondo.
Per farlo dovrà  collaborare con un parco ricevitori giovane e voglioso di emergere, a cominciare dal fenomenale tight end Vernon Davis, decisamente miglior elemento del reparto nella passata stagione, la sua migliore da professionista, con 78 ricezioni all'attivo per 985 yards e 13 touchdowns; numeri importanti, che fanno da traino per tutti i suoi compagni, tra i quali spicca quel Michael Crabtree capace di conquistare 13 yards per ogni pallone toccato e raggiungere quota 625 yds dopo essere stato in holdout per buona parte della stagione.
Su questa coppia di grandissimi atleti che ricordano i tanti campioni passati dai Niners nel corso degli anni, Raye cercherà  di fondare un passing game efficiente e produttivo che punterà  parecchio su Josh Morgan, possibile numero 2, Jason Hill, e Ted Ginn Jr., arrivato in estate da Miami; velocissimo, rapido nei cambi di direzione e utile come returner, il prodotto da Ohio State non è riuscito a replicare nei Dolphins le ottime cose fatte con la divisa dei Buckeyes, e dopo 3 stagioni ha deciso di cambiare aria, scegliendo la costa ovest, dove spera di ritrovare se stesso e tornare a volare.
Ginn potrebbe regalare ulteriore pepe ad un attacco che presenta già  un uomo capace di spaccarti in due le partite, Frank Gore, runningback esperto e produttivo che se riesce a stare lontano dagli infortuni è tra i migliori della lega e può regalare ai 49ers numerose vittorie; oltre le 1,000 yards nel 2009, ne ha conquistate 1,120, il runner da Miami dividerà  il backfield con un altro giocatore abituato a mettere insieme statistiche importanti come Brian Westbrook, veterano scelto per sostituire Glenn Coffee e istruire il prodotto da Mississippi State Anthony Dixon, scelto al quarto round dell'ultimo Draft.
Sempre dall'evento principe della primavera NFL è arrivata nuova linfa per una linea che nelle ultime stagioni è stata profondamente ristrutturata, e che sembra aver concluso finalmente l'iter con la scelta di due rookies tra i più promettenti dell'intera classe, l'offensive tackle Anthony Davis, prima scelta che dovrebbe giocare RT, e la guardia da Idaho Mike Iupati, altro first rounder che verrà  presumibilmente schierato come LG; a completare un reparto come anticipato molto giovane, ci saranno il centro Eric Heitmann, unico atleta esperto, con alle spalle 8 stagioni NFL, il left tackle Joe Staley, al quarto anno da Central Michigan, e il right guard Chilo Rachal, arrivato da Southern California nel 2008 ed atteso alla stagione della svolta.
Giovani anche le seconde linee del reparto, tra cui potrebbero essere molto utili David Baas e Adam Snyder, potenziali backup dei due rookies, la "green line" di San Francisco continua anche sulla trincea opposta, dove l'unico giocatore veramente esperto è il defensive end Justin Smith, arrivato alla decima stagione NFL e confermatosi uno dei leader della difesa al termine del torneo 2009, nel quale ha messo a segno 6.0 sacks; meno incisivo il suo collega nella nuova 3-4 dei Niners Isaac Sopoaga, che dopo la cessione di Kentwan Balmer a Seattle, rimane il favorito per il ruolo di DE sul lato sinistro.
Al centro della linea a 3 non dovrebbe avere problemi, almeno inizialmente, a mantenere lo spot di starter Aubrayo Franklin, attualmente favorito al secondo anno Ricky Jean-Francois come nose tackle, una posizione fondamentale per permettere al cannibalesco Patrick Willis di fare danni negli attacchi avversari; miglior linebacker NFL nelle ultime tre stagioni, quelle in cui è stato professionista, il prodotto da Ole Miss è ancora una volta l'elemento su cui si muoverà  tutta la difesa dei Niners, che sul 52 ha costruito una gran fetta del proprio futuro.
Al suo fianco confermato per questa stagione il veterano Takeo Spikes, che dovrà  svezzare il rookie Scott McKillop, con tutta probabilità  futuro compagno di Willis al centro della mediana; sugli esterni spazio invece a due tra Manny Lawson, Parys Haralson, Ahmad Brooks e Travis LaBoy, arrivato in estate via freeagency ed esperto outside linebacker nelle difese 3-4 che potrebbe ritagliarsi un buono spazio nel corso della stagione.
Vista la buona profondità  della posizione non è detto che il defensive coordinator Greg Manusky non decida di attuare una rotazione costante, garantendo sempre la presenza di forze fresche in campo; la stessa cosa potrebbe capitare saltuariamente anche nelle secondarie, soprattutto tra le safeties, dove nella posizione di strong il veterano Michael Lewis dovrà  guardarsi attentamente dalla concorrenza di Taylor Mays, prodotto di Southern California per cui è pronosticato un impatto immediato tra i professionisti.
Decisamente più certo del suo ruolo di starter il free safety Dashon Goldson, tra i migliori tackler della passata stagione con 94 placcaggi all'attivo, che è uno dei punti di forza di un reparto che sulle sideline presenta una coppia piuttosto affiatata, composta dai veterani Shawntae Spencer e Nate Clements, confermatissimi davanti a Tarrell Brown, Keith Smith, e Karl Paymah.
Negli special team resta invariato il ruolo di punter, assegnato nuovamente all'affidabilissimo Andy Lee, mentre qualche modifica potrebbe riguardare quello di kicker, dove il veterano Mike Nugent dovrà  fare i conti con Shane Andrus, trentenne che è arrivato in NFL solo nel 2009, esordendo con la maglia dei Tampa Bay Buccaneers; cambio anche nei ritorni, dove Josh Morgan lascerà  probabilmente gran parte dello spazio conquistatosi lo scorso anno al già  citato Ginn Jr., che dovrà  sfruttare i calci per aprirsi una via verso la depth chart offensiva.
Migliorati rispetto alla passata stagione, grazie soprattutto agli innesti di due importanti lineman offensivi dal grande futuro, i Niners si presentano ai nastri di partenza come la formazione da battere all'interno della West, forti di un head coach che sembra finalmente aver le idee chiare sulla strada che dovranno percorrere a San Francisco per tornare in alto e ricongiungersi con la loro straordinaria storia; l'importante, ovviamente, sarà  trovare quella continuità  di prestazioni mancata nel recente passato.

Seattle Seahawks

A Seattle comincia la nuova era di Pete Carroll, che dopo l'esperienza a New England e le numerose vittorie conquistate con Southern California ha deciso di rimettersi in gioco e darsi una nuova chanches in NFL, dove farà  di tutto per ricostruire dei Seahawks in costante discesa dal 2005, anno della partecipazione al Superbowl e della vittoria nel Championship NFC, ad oggi.
Per riprendere la strada interrotta negli ultimi due anni di gestione Holmgren, l'ex allenatore dei Trojans ha deciso di affidarsi, a sorpresa, su uno dei giocatori che con il suo predecessore ha giocato i suoi anni migliori, il quarterback Matt Hasselbeck, preferito ai tanti campioncini in erba presenti all'ultimo draft e confermato nonostante gli acciacchi non gli abbiano permesso di trovare quell'eccellenza riconosciutagli in passato.
Mai veramente al meglio nelle ultime stagioni, il numero 8 dei Seahawks sarà  comunque ancora titolare dietro il centro, anche se qualche snap potrebbe giocarlo pure Charlie Whitehurst, fortemente voluto da Carroll per sostituire Wallace nel ruolo di backup, con la certezza che possa presentare la migliore garanzia in caso di assenza dello starter; dietro a loro, continuerà  lo sviluppo di Mike Teel, arrivato da Rutgers la passata stagione e tenuto in considerazione dal nuovo coaching staff.
Nuovo staff che ha inizialmente puntato sul conosciutissimo, almeno dal coach, LenDale White per il ruolo di runningback, prima che l'ex Titans si trovasse immischiato in nuove grane che lo hanno condotto rapidamente al taglio, ripromuovendo al ruolo di starting runner l'interessantissimo Justin Forsett, talento parecchio apprezzato da Carroll quando vestiva la maglia dei rivali California Golden Bears; secondo miglior tailback della passata stagione con 619 yards e 4 TD all'attivo, il numero 20 dovrebbe essere inizialmente preferito ai veterani Julius Jones e Leon Washington, fortemente cercato per il ruolo di returner e third-down back.
Conferme pure sulle sideline, dove il leader del reparto T.J. Houshmandzadeh, 79 ricezioni, 911 yards, 3 touchdowns nel 2009, sarà  ancora affiancato da Deon Branch, unico starter rimasto dopo la partenza in offseason di Nate Burleson; a sostituirlo nella rotazione che riguarderà  almeno la posizione di WR numero 2 ci sarà  la scelta di secondo round Golden Tate, giocatore su cui ci sono grandi aspettative per il futuro della franchigia.
Oltre a loro potrebbero ritagliarsi un buonissimo spazio Deon Butler, Ben Obomanu, e Mike Williams, redivivo wide receiver prima scelta del Draft 2004 per i Detroit Lions che proprio sotto la guida di Pete Carroll si era imposto all'attenzione degli addetti ai lavori durante la sua carriera NCAA, terminata forse troppo presto per la scelta, scellerata, di passare professionista al termine della stagione da sophomore; mani delicate in un fisico da tight end, il numero uno dei Seahawks non è detto che venga utilizzato saltuariamente in questa posizione, dove Seattle presenta già  un ottimo elemento, John Carlson, da un paio di anni ormai tra i migliori della lega.
A dare una mano nel ruolo ci sarà  anche il quinto giro da USC Anthony McCoy, mentre per i blocchi ci penserà  Chris Baker, veterano che dovrà  dare una grossa mano ad una offensive line che, nel tentativo di tornare competitiva, ha subito qualche aggiustamento; Max Unger, scelto al secondo giro la scorsa stagione, ha lasciato il ruolo di centro per quello di right guard, liberando un posto per Chris Spencer che dovrebbe trovare spazio come titolare al pari di Mike Gibson, promosso nel posizione di guardia sinistra.
Sempre sul lato mancino il veterano di lungo corso Sean Locklear lascerà  spazio al first round pick Russell Okung, slittando all'estremo opposto, dove potrebbe anche alternarsi con Ray Willis. In difesa la trade che ha coinvolto a sorpresa Lawrence Jackson, un fedelissimo di Carroll ai tempi di USC, ha liberato un posto per E.J Wilson, prodotto da North Carolina selezionato al quarto giro dell'ultimo Draft che potrebbe insediare direttamente i due probabili starter Chris Clemons e Red Bryant, giocatore che può anche essere utilizzato come DT.
In mezzo Brandon Mebane e Colin Cole stantufferanno una linea che può contare sull'apporto di Kevin Vickerson, carneade da Michigan State che Carroll pare tenere in grandissima considerazione per la rotazione della position; dietro ai due tackles confermato il solito Lofa Tatupu, ormai da 5 anni leader e anima difensiva di una squadra a cui ha sempre dato tantissimo, rimanendo sempre e costantemente ai vertici tra gli interpreti del ruolo di MLB.
A dargli la possibilità  di rifiatare ogni tanto c'è poi David Hawtorne, fondamentale lo scorso anno quando ha dovuto sostituire sia lui che Leroy Hill, che ancora una volta agirà  come strong side linebacker sul lato opposto alla prima scelta della passata stagione Aaron Curry, che ha già  inciso nelle sue prime 14 apparizioni in NFL contribuendo con 61 tackles e 2.0 sacks in una stagione che non lo ha mai visto scendere in campo al meglio della condizione.
Grosse novità  nelle secondarie, dove il rookie Earl Thomas è attesissimo, soprattutto dopo che coach Carroll ha snobbato il suo prodotto Taylor Mays, nonostante le promesse fattegli, per chiamare lui con la quattordicesima scelta del primo round; ottimo colpitore, intelligente, e grande conoscitore del gioco, la safety da Texas sarà  titolare fin dal primo minuto di regular season, affiancando il veterano Lawyer Milloy, che se continuerà  ad essere a posto fisicamente sarà  la strong safety titolare davanti al valido Jordan Babineaux e all'interessante Kam Chancellor, prodotto da Virginia Tech selezionato nel quinto giro.
L'ex Hokies potrà  giocarsi le sue chances già  negli special teams, dove potrebbe trovare un discreto spazio anche il fourth rounder Walter Thurmond, che nel ruolo di corner back è attualmente chiuso dai titolari Marcus Trufant e Josh Wilson, atleta al quarto anno da Maryland che sembra aver vinto momentaneamente la position battle con Kelly Jennings, veterano da Miami.
Nelle squadre speciali continuerà  ad occuparsi dei field goal e degli extra point l'ottimo Olindo Mare, che dopo aver chiuso la prima parte della sua carriera con i Dolphins sembra essere rinato in quel di Seattle, dove si è riscoperto kicker preciso e accurato; a sorpresa il coaching staff ha confermato anche il canadese John Ryan, punter che ha rifirmato durante l'offseason nonostante l'arrivo dell'ex USC Tom Malone, altro prodotto confezionato da Carrol nei Trojans, che ha però volutamente ignorato i tanti runner con caratteristiche di returner sfornati negli anni per assicurarsi, dopo una corte serrata, uno specialista del ruolo, il già  citato Leon Washington, che si dividerà  il compito di riportare i calci con Forsett.
Compagine tosta ma comunque avviata ad una ricostruzione che rischia di non essere tanto breve, i Seahawks proveranno a giocarsi le loro carte nella West, anche se è molto probabile che lotteranno con i Rams per non chiudere in coda alla division; il ritorno in NFL di Carroll, insomma, non si presenta per nulla facile, e dopo aver cercato in tutti i modi di creare una nuova Southern California ingaggiando tanti suoi ex talenti, da Bush a Leinart fino a Jarrett, si è dovuto arrangiare con quello, come si è soliti dire, che gli ha passato il convento, o meglio, che gli hanno concesso di prendere le altre squadre.
Stagione di transizione, l'ex coach dei Trojans, l'idea è che il coach dei Trojans dovrà  lavorare parecchio per riportare i Seahawks verso le vette toccate ad inizio dell'ultimo lustro.

St. Louis Rams

L'obiettivo per i ragazzi allenati da coach Steve Spagnulo è uno solo, fare meglio del 2009, e la cosa, sinceramente, non dovrebbe essere nemmeno troppo difficile, visto che per peggiorare la situazione occorrerebbe emulare i Detroit Lions versione 2008, che riuscirono a chiudere la regular season senza vincere nemmeno una partita, un rischio che ha riguardato i Rams da vicino già  la scorsa stagione; un rischio plausibile, visto che dal 2007 ad oggi la franchigia del Missouri ha confezionato una fase calante da brivido, cominciando dalle 3 sole vittorie ottenute in quell'anno e passando per le 2 del 2008 fino ad arrivare all'unica, misera, affermazione, dello scorso campionato, quando la win conquistata proprio contro la compagine del Michigan ha contribuito a salvare la baracca e, molto probabilmente, lo stesso capo allenatore.
Per invertire una tendenza al ribasso ormai divenuta una costante delle ultime stagioni, e per scongiurare l'ennesimo trasferimento per una squadra che sul finire del secolo scorso è già  passata da Los Angeles, dove potrebbe tornare a breve, a St.Louis, il coaching staff ha deciso di dare un taglio netto al recente passato, lasciando partire il veterano Marc Bulger e puntando su una delle stelle più splendenti dell'ultimo Draft, il quarteraback da Oklahoma Sam Bradford, colui che avrà  il compito di rilanciare i Rams.
Favorito dal recente infortunio di A.J. Feely, che forse avrebbe potuto cominciare la stagione come starter, l'ex Sooners sembra essere ormai candidato a vestire i panni del titolare nel season opener contro Arizona, vista anche la scarsa concorrenza che possono opporgli i rivali, come il secondo anno Keith Null, visto all'opera negli ultimi quattro match dello scorso torneo NFL.
Spagnulo, allenatore vecchio stampo ed amante delle corse piuttosto che di quel gioco aereo tanto caro alle nuove leve NFL, dovrebbe garantire a Bradford la possibilità  di crescere senza troppa pressione, sfruttando un backfield che oltre al solito Steven Jackson, sopra le 1,000 yards anche nell'ultima stagione, potrà  fare affidamento sull'interessantissimo prodotto da Texas Chris Ogbonnaya; giunto al secondo anno nella lega, il runner scuola Longhorns ha scaldato abbondantemente i motori durante questa preseason, e si è ritagliato ulteriore spazio scalzando dal ruolo di provvisorio backup Kenneth Darby, che ha visto le sue quotazioni scendere di botto.
Quotazioni che invece hanno ripreso a salire vertiginosamente per Laurent Robinson, che tornerà  ad essere il go-to-guy della squadra come ad inizio scorso anno, prima che l'infortunio alla week 3 lo togliesse di mezzo, impedendogli di giocare la sua prima stagione da starter in carriera; receiver in possesso di un buon fisico, dovrà  raccogliere la pesante eredità  di Torry Holt, che si è accasato ai Patriots durante l'offseason, diventando il WR principe della squadra, e sopravanzando di fatto quel Donnie Avery che dopo un promettentissimo 2008 si è un po' perso nell'ultimo torneo.
Nel ruolo di slot potrebbero poi arrivare subito piacevoli conferme dal quarto round Mardy Gilyard, velocissimo receiver uscito da Cincinnati che sembra avere le qualità  per imporsi fin da subito in NFL, aggiungendo una buona dose di dinamite ad un attacco decisamente troppo statico negli ultimi anni; da seguire con attenzione anche l'evoluzione di Keenan Burton e dei due TE rookie selezionati all'ultimo Draft, Michael Hoomanawanui da Illinois e Fendi Onobun da Houston, che almeno all'inizio fungeranno da backup per il duo composto da Billy Bajema, buon bloccatore, e da Daniel Fells, giocatore alla quarta stagione da UC Davis che si è fatto valere in fase di ricezione.
La linea offensiva continuerà  a fare affidamento sulla prima scelta 2009 Jason Smith, che come da previsione sarà  spostato nel ruolo di left tackle dopo aver giocato nella stagione da rookie, prima dell'infortunio, all'estremo opposto della OL; lo spostamento è stato avvallato anche dalla cessione di Alex Barron, finito a Dallas, e dalla scelta di un ottimo prospetto come Rodger Saffold, che andrà  a sostituirlo nella posizione di right tackle, completando una linea che presenta ancora un'incognita, quella della guardia di destra, dove John Greco sembra il favorito per affiancare i veterani Jacob Bell, LG, e Jason Brown, OC.
Pochi cambiamenti anche in difesa, dove Spagnulo e il defensive coordinator Ken Fajole continuano la loro opera di ricostruzione puntando sui migliori talenti del reparto, il defensive end Chris Long, atteso alla stagione della definitiva consacrazione, e il linebacker James Laurinaitis, impostosi come uno dei leader indiscussi della squadra già  nella stagione da rookie, conclusa con 120 tackles all'attivo e con un secondo posto all-time, tra le matricole più prolifiche di sempre nella storia dei Rams.
Su questi due ottimi giocatori si poggia di fatto la difesa di St. Louis, che dopo aver perso in questa offseason l'ancor valido Leonard Little ha dovuto cercare un nuovo compagno per Long sulla linea difensiva, che dovrebbe presentarsi al via con i due ex Vikings Fred Robbins e Chris Hovan nel mezzo, a cui potrebbe alternarsi Clifton Ryan, e James Hall sul lato destro; veterano all'undicesima stagione da Michigan, il numero 96 è attualmente preferito a Victor Adeynaju e al rookie da South Florida George Selvie, ragazzo che nonostante una stagione da senior anonima ha grandissime potenzialità , e potrebbe risultare uno steal pazzesco per i Rams.
Spagnulo sembra infatti gradire le scommesse, e dopo aver chiamato al quinto giro un giocatore che solo dodici mesi prima sarebbe stato un first rounder a tutti gli effetti, ha scelto di dare una chanches di rivalsa ad un ragazzo che proprio nel college football ha dimostrato di essere un buonissimo linebacker, Bob Carpenter, arrivato in Missouri nella trade che ha portato a Dallas Barron; l'ex Buckeyes dovrebbe partire subito come starter al fianco di Laurinaitis e di Mr.Irrilevant 2009 David Vobora, entrato in concorrenza con il veterano Na'il Diggs per il ruolo di weakside LB.
Nelle secondarie, dopo un'offseason di passione sembra essere stato definitivamente risolto il paventato holdout di Oshomogo Atogwe, leader del reparto che per lungo tempo è stato in procinto di cambiare squadra e che solo nelle ultime settimane pare essersi deciso a rimanere, senza rancore, tra le fila dei Rams, dove affiancherà  sul profondo James Butler, altro buonissimo elemento che rientra dopo un 2009 perso per infortunio; dietro a loro qualche spazio potrebbe ritagliarselo Craig Dahl, che con Kevin Payne dovrebbe rappresentare la prima alternativa ai titolari.
Starter che non sono ancora certi invece sulle sideline, dove tra rookies e giocatori arrivati tramite free agency, buona l'acquisizione del nickel back Kevin Dockery, ex Giants, c'è un affollamento tale per cui è difficile stabilire chi occuperà  i due spot principali a roster nell'opening weekend; favoriti, almeno fino a questo momento, Ron Bartell e Bradley Fletcher, giocatore al terzo anno da Iowa cui spetterà  il compito di sostituire Jonathan Wade, passato ai Lions durante l'offseason.
Dietro di loro battaglia aperta tra il già  citato Dockery, che troverà  sicuramente ampio spazio nelle difese di situazione, il veterano Justin King, e i rookies pescati rispettivamente al terzo e settimo giro, Jerome Murphy da South Florida, e Marquis Johnson da Alabama. Confermati gli specialisti, il kicker Josh Brown e il punter Donnie Jones, con la speranza che ripetano la buonissima stagione scorsa e che riescano a dare un forte contributo anche nelle azioni di ritorno, dove dovrebbe dare sfoggio delle proprie qualità  il rapidissimo Gilyard.
Nonostante siano ancora sottoposti ad una profonda ricostruzione, i Rams hanno accumulato, grazie anche ad una serie di annate pessime, un buon numero di talenti a roster, che se amalgamati e istruiti a dovere potrebbero riportare la franchigia del Missouri ben presto in vetta alla West; per quest'anno, ovvio, sarebbe importante cercare di stringere il solco che si è creato tra le sconfitte e le vittorie nelle ultime, sciagurate, stagioni, dando a Bradford il tempo di crescere per diventare quel campione che sembra destinato ad essere.

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