Top&Worst Super Bowl

Eli Manning festeggia la vittoria di Super Bowl e MVP

TOP 3

Eli Manning
L'MVP del Super Bowl non può mancare dalla classifica dei miglior del Super Bowl e Eli, pur non giocando la sua miglior partita di questi fantastici playoff, è sicuramente il principale protagonista della clamorosa vittoria dei Giants contro i Patriots. In molti credevano che il fratellino potesse soffrire la pressione dell'ultima sfida, ma ancora una volta lui ha smentito tutti, superando lo shock dell'intercetto iniziale (99% colpa di Steve Smith) e orchestrando il drive finale a due minuti dalla fine, che ha dato il sorpasso e la vittoria a New York, con una naturalezza mai vista prima e un'incoscienza che solo i grandi campioni possono avere. L'essere arrivato in cima è un traguardo importante, il difficile sarà  ora mantenersi su quei livelli e confermare di aver svoltato la propria carriera verso la gloria dei campionissimi.

Justin Tuck
Se Eli è stato giustamente votato miglior giocatore, anche per il suo ruolo di leader della squadra, Tuck è stato sicuramente l'MVP ombra di questo Super Bowl. In certi frangenti sembrava dappertutto, alcuni si chiedevano se fosse anche sulla linea dei defensive back a difendere su Moss. Una prova da autentico fuoriclasse, giocata sia da defensive tackle che da defensive end di situazione, in cui ha sackato 2 volte Brady, causando un fumble, oltre ad avergli messo enorme pressione per tutta la gara, ha placcato le corse sul nascere e abusato di una linea d'attacco fin lì insuperabile. Avere davanti due mostri sacri come Strahan e Umenyiora aiuta, ma Tuck ha dimostrato di meritare in pieno il recente sostanzioso contratto firmato con i Giants.

David Tyree
Tutti si aspettavano la coppia Burress-Toomer e invece dal nulla è sbucato Tyree a prendersi buona parte del palcoscenico, con il touchdown del primo sorpasso sul 10 a 7, confezionato con un perfetto taglio centrale, battendo un signor difensore come Asante Samuel, e La ricezione del Super Bowl, forse la fotografia più nitida della partita e un'azione che sarà  ricordata per lungo lungo tempo, dando a Tyree una notorietà  quasi inaspettata. Toomer ha dichiarato a fine gara che quella traccia era stata provata più volte in allenamento, andando sempre droppata. Nel momento clou del Super Bowl, nel drive finale, sotto nel punteggio, sul terzo down, dopo che Eli era scampato ad un sicuro sack con una magia, Tyree si è alzato in volo con Harrison sotto a tentare di spezzargli la schiena e ha tenuto quel pallone di pura forza, aiutandosi col casco. Da leggenda.

Menzione d'onore
Wes Welker
Probabilmente l'unico dei Patriots, insieme con Harrison, a poter uscire veramente a testa alta dalla partita. Come è successo per tutta la stagione nessuno è riuscito a contenerlo. Undici ricezioni per 103 yards, record di palloni ricevuti in un Super Bowl, sempre con slant centrali che hanno salvato Brady dalla pressione della linea dei Giants. Nessuna giocata sopra le righe, ma una costante pericolosità  che ha permesso ai Patriots di restare in partita ed arrivare ad un niente dalla perfect season.

WORST 3

Nick Kaczur
Finora la offensive line dei Patriots era stata sempre indicata come la vera arma offensiva dei campioni AFC, i protagonisti della grandissima stagione dell'attacco di New England, di Brady e di Randy Moss. Il tempo concesso in tutte le gare al loro quarterback dava la possibilità  di pescare con facilità  le tracce dei ricevitori, evitandogli qualsiasi tipo di pressione. Nel Super Bowl la linea ha per la prima volta sofferto in modo netto la difesa avversaria e in particolare il lato destro, difeso da Kaczur, ha lasciato spazi enormi su cui end e linebackers di New York si sono catapultati per andare alla caccia di Brady. La scena con cui Strahan si sbarazza in maniera quasi imbarazzante del right tackle, aggirandolo e spingendolo a terra, per poi assaltare il quarterback, è emblematica della sua partita.

Tom Brady
Siamo arrivati al grande Brady, l'MVP stagionale, il dominatore della NFL fino all'ultimo evento. Sembrava pronto per entrare nell'olimpo degli immortali, sempre con la faccia di chi sa di essere fortissimo e vuole dimostrarlo ad ogni costo. La partita contro San Diego aveva dato un campanello d'allarme, quei tre intercetti erano stati una macchia da non sottovalutare. Infatti contro i Giants, Brady ha sofferto in modo assoluto la pressione del front seven avversario, i continui blitz orchestrati da Spagnuolo, sempre da diverse posizioni e con giocatori differenti, l'incapacità  di avere tempo per leggere le tracce dei suoi ricevitori, sono state le chiavi per mandare Brady in confusione. Nessun intercetto, il td pass per Moss che avrebbe potuto garantire la vittoria, ma nonostante questo una partita insufficiente, con lanci spesso sballati, incapace di fuggire alla caccia dei difensori avversari. Si chiude male la stagione che poteva renderlo una leggenda, ma siamo sicuri che Brady sarà  ancora lì l'anno prossimo per dimostrare di essere sempre il più forte.

Ellis Hobbs
Potrebbe sorprendere questa bocciatura visto l'intercetto del secondo quarto, con cui aveva fermato un drive molto promettente dei Giants, ma quell'azione è stata agevolata in modo decisivo dall'errore di Steve Smith e il merito di Hobbs è stato solo quello di trovarsi vicino all'azione. Per il resto invece ha sofferto molto i ricevitori avversari, lo stesso Smith, Toomer quando è venuto nella sua zona ed infine Plaxico Burress, perso in malo modo nell'azione che ha portato alla ricezione, che ha dato il titolo ai Giants.

Menzione di disonore
Plaxico Burress
Come per Hobbs il fatto di trovarlo qui potrebbe non essere condiviso, ma la ricezione della vittoria non basta a risollevare una partita giocata ampiamente sotto le possibilità  che il suo talento gli concede. Quella ricezione era facile, frutto di un buon movimento in&out, ma si può parlare più di demerito di Hobbs che di merito per Plaxico. Nel corso della partita, invece, ha droppato un paio di palloni sanguinosi, che hanno tolto la possibilità  ai Giants di concretizzare una supremazia abbastanza evidente, riuscendo solo una volta a superare il suo marcatore. Per un fuoriclasse come lui, che ambisce a diventare un top nel ruolo di ricevitore, questo Super Bowl è stato sicuramente negativo, fermo restando quella ricezione che lo ha di fatto deciso.

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