NL East Report # 11

Philadelphia esulta: la conquista della division sembra ormai cosa fatta.

Il tanto atteso cambio al vertice si è concretizzato: i Philadelphia Phillies superano di slancio i Braves e pongono una buona ipoteca sulla vittoria della division.

La squadra della Pennsylvania si ritrova con un lineup mai così competitivo durante una stagione condizionata dagli infortuni, e l'accoppiata con un monte che può schierare ben tre aces, si sta dimostrando letale per gli avversari e lancia un importante segnale anche in vista della post-season.

Il calendario in sostanza speculare rispetto a quello di Atlanta e una condizione straripante pongono i Phillies come favoriti d'obbligo per la conquista, ancora una volta, della NL East: il vantaggio non è così cospicuo (ancora) ma al momento è praticamente impossibile immaginare uno scenario che veda un'altra squadra al comando tra 20 giorni.

I Braves dal canto loro sembrano aver colpito il classico muro: la mancanza di continuità  di risultati sembra essere l'unica costante di questo ultimo mese di RS in cui, ai soliti cronici problemi dell'attacco si è aggiunto un parco partenti in netto calo. Accedere ai play-off appare, ad oggi, possibile solamente via wild-card ma è difficile scommettere contro Giants, Rockies o Padres.

Marlins e Mets rimangono impegnate in una platonica lotta per il terzo posto divisionale, ma la loro attenzione è oramai rivolta, giustamente, al 2011: ad accomunare le due squadre l'infortunio che ha posto fine alla stagione dei due aces delle rotazioni.

Johan Santana e Josh Johnson hanno, infatti, chiuso anzitempo il loro 2010 e si preparano già  da adesso ad un 2011 da protagonisti dopo le eccellenti prestazioni offerte in questa stagione.

Si appresta a chiudere l'anno sotto alle 100 sconfitte Washington, squadra che dopo il forfait di Strasburg ha perso molti dei motivi di interessi per i tifosi neutrali: dopo il ritorno di Jordan Zimmerman, da segnalare i buoni debutti di altri due rookie interessantissimi. Wilson Ramos e Danny Espinosa hanno, infatti, esordito negli ultimi giorni e le prime impressioni sono state più che positive per entrambi.

Spostiamoci ora nel dettaglio.

Philadelphia Phillies (85 W / 61 L)

Come detto rotazione sugli scudi: Halladay, Blanton, Oswalt e Hamels chiudono le ultime due settimane con nove vittorie e zero sconfitte, a dimostrazione di una solidità  veramente granitica nel reparto. A splendere, questa volta, è Cole Hamels (3-0, 0.44 ERA) che chiude i suoi ultimi 20 innings sul monte con appena 1 ER.

Oswalt e Blanton si dimostrano ottime alternative, con il primo in particolare che prosegue il suo ottimo 2010; un po' al di sotto degli standard abituali, invece, "Doc" Halladay che paga soprattutto i troppi fuoricampo concessi.

Tra i rilievi si segnalano le eccellenti prove di Lidge (0.00 ERA e 4 S) e Ryan Madson capace di non macchiare la sua ERA negli oltre 8 innings di lavoro: perde qualche colpo il veterano Contreras ma con le tante soluzioni a disposizione con l'ampliamento del roster è un problema sostanzialmente insignificante.

Capitolo hitters: Jayson Werth e Placido Polanco sono sostanzialmente i due giocatori più in difficoltà , o meglio, gli unici un po' al di sotto degli standard di inizio stagione. L'esterno, in particolare, fatica a produrre con continuità  e sta palesando qualche problema di disciplina al piatto (2 BB e 15 K).

Per il resto c'è realmente l'imbarazzo della scelta: si parte con un Victorino da oltre .380 di media battuta (cui aggiunge ben 8 SB) per arrivare a un Ryan Howard in netta risalita dopo le difficoltà  delle scorse settimane. I troppi SO rimangono, ma 5 HR, 10 R e 15 RBI, accompagnati da un'AVG sopra quota .300 sono più che sufficienti per garantire la simbolica promozione al prima-base.

A completare il quadro due giocatori dal rendimento sicuro: Chase Utley (.333 AVG) e Carlos Ruiz (.342 AVG) rappresentano una garanzia e il loro apporto in termini di produzione offensiva (26 RBI combinati) non si è fatto aspettare.

Coming up: WAS@PHI, ATL@PHI, NYM@PHI, PHI@WAS e PHI@ATL per chiudere.

Atlanta Braves (83 W / 63 L)

Squadra in caduta libera o quasi: il tanto acclamato pitching si ritrova improvvisamente ridotto a due partenti affidabili, e il terzetto composto da Hudson, Minor e Jurrjens implode nel momento meno opportuno della stagione.

Tommy Hanson e Derek Lowe rappresentano le uniche note positive in un parco partenti che si scopre improvvisamente non all'altezza: in particolare vanno sottolineate le ultime, ottime, partenze del veterano ex-Dodgers (2-0, 0.64 ERA con 14 K e 0 BB).

Sembrano aver finito la benzina, per questo 2010, sia Hudson sia Jurrjens e la buona sorte sembra non voler accompagnare la stagione di Minor: le occasioni per un pronto riscatto non mancano ma le premesse non sono delle migliori, alla luce soprattutto delle nove trasferte consecutive che aspettano la squadra.

Ottimo, ma spesso inutile, il lavoro di tutto il bullpen che si è dimostrato l'unico reparto all'altezza per tutta la stagione: bene i vari Wagner, Saito e Moylan, mentre Venters, vera sorpresa dell'anno, appare un po' stanco per il massiccio utilizzo e i risultati dell'ultimo periodo lo dimostrano.

Parlando del lineup, impossibile da non iniziare da Jason Heyward (.388 AVG) che nelle ultime due settimane viaggia ad una media di 1 BB a partita: il candidato RoY sta chiudendo una stagione a livelli altissimi ma l'apporto dei compagni lascia a desiderare.

Oltre al solito Infante (.333 AVG), career-year difficilmente replicabile nel 2011, l'unico a vantare un contributo offensivo significativo è il redivivo McLouth, che dal ritorno dalle minors sta giocando decisamente meglio rispetto alla tragicomica prima metà  di stagione. Il dato che però fa più riflettere sono i 2 fuoricampo battuti: tanti (o meglio pochi) sono, infatti, sufficienti per garantirgli il 33% degli HR di squadra.

Assoluta mancanza di potenza, dunque, ma non è una novità : ben più preoccupante l'involuzione in termini di OBP di tutta la squadra, con il solo Heyward a chiudere con pi BB che K. La disciplina al piatto ha rappresentato il punto di forza della squadra per quasi tutta la stagione e forse i recenti problemi possono spiegare, almeno in parte, il crollo delle ultime settimane.

Coming up: ATL@NYM, ATL@PHI, ATL@WAS, FLA@ATL e PHI@ATL per chiudere.

Florida Marlins (73 W / 71 L)

Largo ai giovani: sembra essere questo il motto per la rotazione della squadra della Florida ed è probabilmente giusto così. In realtà  si tratta di una mossa obbligata visto gli infortuni di Johnson e Nolasco che hanno liberato lo spazio per Alex Sanabia e Adalberto Mendez.

La cosa più interessante è che proprio gli ultimi due arrivati hanno offerto le migliori performance sul monte: doveroso citare lo small sample size e un pizzico di fortuna, ma almeno in ottica futura si tratta di un'ottima notizia per i tifosi dei Marlins.

Segnali molto meno incoraggianti dal trio composto da Volstad, Miller e Sanchez: oltre a risultati piuttosto mediocri (ERA oltre quota 6), per i primi due si aggiunge la mancanza di stamina visto che nessuno dei due raggiunge i 15 innings sul monte nei tre match iniziati.

Benino il parco dei rilievi, in cui spiccano le prestazioni dei soliti Badenhop, Veras, Nunez e Sanches; citazione a parte per il sempre positivo Hensley, nominato nuovo closet. Tre salvezze in altrettante occasioni per lui, nonostante il leggero calo dei K palesato negli ultimi quindici giorni.

Reparto degli esterni in grande evidenza sul piano offensivo: continua a stupire il rookie Mike Stanton (.306 AVG) che mostra doti di potenza di primissimo livello, come ampiamente dimostrato dai sei fuoricampo spediti sulle tribune nelle ultime due settimane. La disciplina al piatto rimane ancora un miraggio, ma come per tutti i giovani, i margini di miglioramento ci sono.

A completare il reparto, in aggiunta ad un positivo Bonifacio (.400 AVG e 11 runs), troviamo Logan Morrison, altro esordiente interessantissimo: .340 di media battuta, 14 runs, 11 walks e un'OBP stagionale oltre quota .400 rappresentano il suo biglietto da visita.

Situazione non così rosea tra gli interni, con il solo Ramirez che si distingue nel gruppo: infatti, Uggla continua ad attraversare un periodo di slump e anche Gaby Sanchez dopo un'eccellente agosto sta leggermente calando di rendimento.

Coming up: CHC@FLA, NYM@FLA, MIL@FLA, ATL@FLA e PIT@FLA per chiudere.

New York Mets (72 W / 73 L)

Detto del forfait di Santana, la rotazione di New York perde moltissimo del suo potenziale e i risultati, per quanto ininfluenti, ne risentono: a sorpresa il migliore nelle ultime settimane è il giovane Dillon Gee, sostituto del pitcher venezuelano.

Una vittoria dopo 2 start con un'ERA di 0.69 è il bilancio del giovanissimo lanciatore texano al debutto nelle majors: come al solito è prematuro esprimere giudizi ma anche in questo caso le impressioni sono più che positive.

Piuttosto deludente il bilancio del resto del reparto, con Dickey unico a mantenere un rendimento accettabile in questo finale di stagione, pur se in calo rispetto al suo straordinario 2010; i vari Pelfrey, Niese e Mejia pur mostrando sprazzi di buon baseball, sembrano aver finito la benzina, ma vista la stagione della squadra non sembra essere un grosso problema.

Bullpen, invece, decisamente solido e indubbio punto di forza della squadra: la mancanza di Rodriguez non si sta facendo sentire e senza troppe pressioni i vari Parnell, Dessens, Feliciano e Acosta stanno offrendo buone prestazioni. Ancora quindici giorni perfetti per il giapponese Takahashi che colleziona altre 4 salvezze.

Attacco in chiaro-scuro per la squadra newyorkese: Ike Davis (.386 AVG) torna su eccellenti livelli dopo un periodo di appannamento e si dimostra l'arma in più nel lineup di Jerry Manuel. Tre HR, 5 doppi, 7 runs, 10 RBI e 9 BB gli garantiscono la leadership di squadra nelle rispettive classifiche.

Segnali di ripresa per Carlos Beltran (.300 AVG) che sembra aver ritrovato anche un po' di potenza, come testimoniato dalle 6 XBH tra cui spiccano i due fuoricampo; per la prima volta in stagione spiccano le prestazioni di attacco di Ruben Tejada (.346 AVG), che si divide nelle due posizioni centrali dell'infield con, finalmente, buoni risultati.

Completano il quadro, senza infamia e senza lode, i vari Wright, Pagan, Hernandez e Thole, il cui rendimento complessivo si può riassumere benissimo in una sola parola: mediocre. Capitolo a parte, infine, per il giovane Lucas Duda, il cui esordio non è stato propriamente di quelli da ricordare, almeno per il momento.

Coming up: ATL@NYM, NYM@FLA, NYM@PHI, MIL@NYM e WAS@NYM per chiudere.

Washington Nationals (61 W / 84 L)

John Lannan continua il suo ottimo ritorno in rotazione sfornando altre 2 ottime partenze, in cui risaltano, ancora una volta, i 13 K messi a segno in altrettanti IP a dimostrazione di un cambiamento radicale rispetto ad inizio anno: il ruolo di ace ritorna quindi, dopo varie traversie, ad essere suo.

Si tratta di una scelta quasi obbligata visto che il resto della rotazione non brilla particolarmente in quanto a rendimento nell'ultimo periodo: unica eccezione Jason Marquis (1-1, 2.25 ERA), che questa volta non deve ringraziare la fortuna (12.1 IP, 10 K e 1 BB per lui) per i risultati ottenuti.

Oltre al veteranissimo Livan Hernandez e all'esordiente Yunesky Maya, chiude il reparto Jordan Zimmerman, in nettissimo calo rispetto allo scorso report: nelle ultime due partenze, infatti, copre appena 7 riprese, duranti le quali concede altrettante BB con un'ERA che si ferma a quota 6.43 anche grazie ai due fuoricampo concessi.

Molto bene il reparto rilievi nella sua globalità , nonostante le 0 salvezze registrate per mancanza di opportunità : senza entrare nel dettaglio, basti ricordare che ben 6 dei 7 pitchers impegnati per almeno 4 innings chiudono senza subire runs, con l'unica eccezione rappresentata da Craig Stammen.

L'attacco dei Nationals è sostanzialmente diviso in due: molto bene gli interni in cui si registrano i già  citati esordi di Ramos e Espinosa, mentre il terzetto degli outfielders delude ampiamente viste le prestazioni deficitarie dei vari Morgan, Bernadina e Morse.

Ian Desmod e Ryan Zimmerman si dimostrano ampiamente i migliori, anche solo per il fatto di essere gli unici a chiudere con una media battuta oltre quota .300: il fenomenale terza-base avvicina addirittura quota .400 anche se sorprende, in negativo, la quasi assoluta mancanza di potenza messa in mostra (15 singoli e 1 doppio complessivamente).

Sul lato destro dell'infield le cose sono andate un po' meno bene, anche se l'apporto di potenza alla squadra in termini di SLG proviene quasi esclusivamente da qui: ben cinque sono infatti i fuoricampo battuti dalla coppia Espinosa/Dunn, che si sommano ai 6 doppi.

Coming up: WAS@PHI, HOU@WAS, ATL@WAS, PHI@WAS e WAS@NYM per chiudere.

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