Week #4 roundup

Antonio Pittman, RB di Ohio State e protagonista nel successo contro PSU

In un weekend in cui tutte le migliori squadre del football NCAA hanno vinto l'unico upset è la vittoria di North Carolina State su Boston College. L'upset non migliorerà  la situazione di coach Amato a NC State ma è facile prevedere che lo userà  per difendere il suo recente operato all'università  (da quando ha perso Philip Rivers il suo record è 14-13). Considerando quanto ultimamente ama parlare con i media dell'argomento da qui al possibile buyout alla fine della stagione ne vedremo delle belle.

Parlando di squadre che possono puntare alla vittoria finale (Boston College era solo numero venti nel ranking AP) bisogna segnalare che nessuna delle favorite ha realmente convinto al 100 percento. I punteggi finali sembrano suggerire diversamente ma in realtà  nessuna delle Top 5 ha passeggiato ieri.

Ohio State era attesa alla sfida più difficile dovendo affrontare la numero 24 Penn State. La partita è stata in equilibrio fino all'inizio dell'ultimo quarto quando Troy Smith si è ricordato di essere uno dei favoriti per l'Heisman ed ha fatto una delle poche cose buone della sua partita: un passaggio di 37 yard a Brian Robiskie che portava i Buckeyes avanti 14 a 3.

La sfida veniva però chiusa dalla difesa di Ohio State che dopo aver concesso il secondo FG della giornata a Kevin Kelly terminava entrambi i seguenti drive di PSU con un intercetto ritornato in TD. A fine partita Tressel ha giustamente riconosciuto i meriti di una difesa che nonostante abbia perso nove titolari rispetto all'anno scorso sta concedendo solo 8.7 punti di media a partita.

Per Smith sicuramente non è stata una buona giornata. Già  nel primo quarto si è interrotta la sua striscia di 152 passaggi lanciati senza un intercetto e a fine partita in totale ha lanciato più intercetti (due) che touchdown (uno).

E' andata anche peggio all'altro candidato per l'Heisman tra i Buckeyes, il WR Ted Ginn Jr, che ha ricevuto solo due passaggi per 15 yard. Va dato merito a PSU che ha continuamente messo sotto pressione Smith impedendogli di trovare con facilità  i ricevitori. Tressel saggiamente ha quindi preferito appoggiarsi maggiormente sul RB Antonio Pittman che lo ha ripagato con 110 yard in 20 portate.

Per quanto riguarda PSU è stata sicuramente una prova positiva per almeno tre quarti. L'unita nota stonata della giornata è stato il quarterback Anthony Morelli che ha lanciato tre intercetti e nessun touchdown ma contro questa difesa è difficile non sbagliare. La difesa dei Nittany Lions è riuscita a mettere pressione anche grazie a Paul Posluszny che piano piano si sta adeguando alla nuova posizione.

PSU a lungo ha dovuto fare anche a meno di coach Joe Paterno che per due volte durante la partita è dovuto correre negli spogliatoi per problemi gastrointestinali. A fine partita comunque il 79enne allenatore già  stava meglio e poteva anche permettersi di scherzare con i reporter sul suo problema.

Ha avuto più problemi del previsto anche Auburn che affrontava una squadra certamente non irresistibile: Buffalo. Alla fine del primo tempo i Tigers avevano solo dieci punti di vantaggio e l'assenza del RB Kenny Irons non è motivo sufficiente per spiegare quanto (non) visto sul campo.

Anzi c'è da dire che i sostituti del senior se la sono cavata piuttosto egregiamente. Brad Lester ha raccolto 83 yard (media di 4.6 a portata) e due touchdown mentre il freshman Ben Tate ha fatto faville nell'ultimo quarto (114 yard con media di 16.2 a portata e due TD) anche se ormai la difesa di Buffalo era davvero molto stanca.

Proprio per le difficoltà  incontrate nel segnare il quarterback titolare di Auburn Brandon Cox è dovuto restare in campo fino all'ultimo quarto nonostante la caviglia sinistra gli crei parecchi problemi.

Sinceramente non si capisce perché Tuberville ha acconsentito a lasciarlo così a lungo in campo visto che ad un certo punto i RB hanno ingranato la quarta e che il prossimo impegno di Auburn è previsto per giovedì 28 settembre (contro una delle migliori difese della NCAA, quella di South Carolina).

A posteriori siamo tutti bravi ma siamo sicuri che alla riserva, il sophomore Blake Field, non avrebbe fatto bene un po' di esperienza contro un avversario nettamente più debole ma mentalmente in partita fino all'ultimo quarto?

In ogni caso alla fine la vittoria è arrivata (insieme a qualche fischio) e Tuberville dovrà  motivare molto meglio i suoi per il prossimo impegno. È comprensibile un calo mentale dopo l'importante vittoria con i rivali di LSU nella settimana precedente ma se si aggiungono impegni facili (sulla carta) bisogna poi dominarli altrimenti i poll potrebbero riservare sorprese.

Così come è accaduto per Ohio State anche Southern California ha vinto grazie ad un'eccellente difesa che ha concesso solo tre punti e 154 yard ad Arizona. I Trojans hanno completamente tolto le corse ai Wildcats (-16 yard in 19 corse) ed hanno avuto vita facile contro un attacco che in tre partite contro avversari di Division I-A ha segnato solo un touchdown.

Mentre la difesa sembra essere tornata quella di due anni fa non si può dire lo stesso dell'attacco anche se si sono viste buone cose dalla linea offensiva e di conseguenza dai giochi di corse. David Booty ha avuto spesso tutto il tempo che voleva per lanciare e senza qualche drop o scivolone di troppo dei ricevitori (specialmente Dwayne Jarrett) i suoi numeri sarebbero stati migliori del 24 su 39 per 179 finale. A discolpa di Jarrett va detto che ha un problema fisico alla spalla sinistra ed è già  stato abbastanza bravo nel ricevere il touchdown del 10 a 0.

Nonostante l'intercetto lanciato Booty ha svolto bene il compitino affidatogli dalla sideline completando molti dei passaggi corti e di media lunghezza chiamati. Quando prenderà  maggiore confidenza probabilmente Carroll gli darà  più libertà  ma per ora, come ha detto anche Booty, la difesa sta trascinando la squadra e non ci sono problemi.

La stella della serata per USC (a parte il gran gioco collettivo della difesa) è stato il RB true freshman Emmanuel Moody. È vero che ha potuto contare su ottimi blocchi da parte della linea ma Moody ha mostrato ottime doti sia fisiche che mentali per conservare il posto di titolare. Tre partite sono poche per giudicare chiunque ma finora si è dimostrato all'altezza sia quando c'era da sfondare al centro che accelerare all'esterno per lunghi guadagni.

Continuando a scorrere il ranking troviamo West Virginia che ha allungato contro East Carolina solo all'inizio dell'ultimo quarto. Così come per Buffalo anche in questo caso va lodato ECU che non ha minimamente risentito della ribalta televisiva nazionale e dei negativi pronostici del prepartita.

Questo ha dato modo a WVU di testare il proprio gioco aereo contro una difesa aggressiva e la propria difesa aerea di fronte ad un attacco che in precedenza aveva segnato 27 punti di media e passato per quasi 270 yard a partita.

Si può dire che entrambi i test sono stati superati anche se non completamente. Per la prima volta dal 2004 un wide receiver di WVU ha ricevuto più di 100 yard e il quarterback Patrick White ha passato per 216 yard e due touchdown ma preoccupano i tre intercetti lanciati (contro i cinque lanciati in tutto il 2005).

È vero che White predilige correre e che ECU non è nuova a questi exploit ma tre palloni regalati sembrano davvero tanti ed il suo rating è andato calando in ognuna delle quattro partite fin qui giocate.

La difesa dei Mountaineers ha invece migliorato la sua efficienza contro i terzi down (uno delle sue lacune) ed ha limitato sia nelle corse che nei lanci il quarterback avversario James Pinkney. La prestazione di ieri fa ben sperare per il prossimo trittico di avversarie che dovrà  affrontare WVU, Mississippi State, Syracuse e UConn (tutte e tre non stanno certo brillando per il loro gioco aereo).

Vittorie con qualche partenza lenta anche per Florida e Michigan. I primi hanno superato Kentucky nel loro ultimo impegno prima di un tour de force contro Alabama, LSU, Auburn e Georgia che ci dirà  a cosa può aspirare la squadra di Urban Meyer.

I Gators sono stati in gradi di guadagnare 514 yard totali ma una prestazione discontinua (due palle perse, dieci penalità  e tre sack concessi) ha tenuto Kentucky in corsa fino a metà  del terzo quarto. Chris Leak è stato addirittura fischiato dal suo stesso pubblico che però non ha potuto non applaudirlo più tardi quando ha diretto un drive perfetto quando con un touchdown pass ha definitivamente chiuso la partita.

Quattordici punti segnati nell'ultimo quarto hanno permesso a Michigan di battere Wisconsin nella sfida fra due delle squadre imbattute della Big Ten. La chiave dell'incontro è stata la buona prova della linea difensiva dei Wolverines che ha vinto la battaglia con la linea offensiva di Wisconsin limitando P.J. Hill a sole 54 yard (contro una precedente media di 138 yard a partita).

In attacco Michigan ha funzionato a sprazzi ma questo è bastato per segnare due touchdown con Mario Manningham. Per il sophomore si tratta del quinto touchdown in due partite e ieri si è confermato il main target per i Wolverines nonostante la sua giornata non fosse iniziata benissimo (pasticcio con il pallone che è finito tra le mani di un difensore per un intercetto).

Prestazione sottotono invece per il quarterback Chad Henne e per il running back Mike Hart che devono ancora ritrovare la vena che li ha portati alla ribalta da true freshman. Il primo ha fatto presto il tagliando stagionale dei tre intercetti in una partita mentre il secondo ha svolto qualcosa meno del compitino guadagnando 91 yard in 23 corse (media di 3.95 yard per portata).

Fra le altre squadre della Top Ten hanno passeggiato Texas, Louisville e LSU mentre ha sofferto parecchio Georgia. I Bulldogs erano sotto 13 a 0 all'inizio dell'ultimo quarto ed hanno dovuto segnare due touchdown in poco più di otto minuti per superare Colorado (record stagionale: 0-4).

I sette punti decisivi sono arrivati a soli 46 secondi dalla fine e quando in campo c'era il quarterback freshman Joe Cox. Per lui 154 yard e due touchdown passati con una percentuale di passaggi completati vicina all'80 percento.

Il titolare, Matthew Stafford, è parso molto in difficoltà  ed inizia forse a far intravedere la mancanza di esperienza nel sistema dovuta al fatto che si tratta di un true freshman. Considerando che finora Stafford si è dimostrato abile a gestire la squadra senza però illuminare l'attacco (un solo TD contro tre intercetti) forse abbiamo a che fare con una quarterback controversy per Georgia. Coach Richt nel dopo partita non si è voluto sbilanciare ma non è da escludere un cambio già  nella prossima partita con Mississippi.

Per chiudere questo lungo (troppo?) recap del weekend delle migliori squadre non si può non accennare alla vittoria in rimonta di Notre Dame. I Fighting Irish sono evidentemente scesi in campo ancora con la testa alla sconfitta della settimana scorsa ed hanno concesso tutto il primo quarto a Michigan State.

MSU ne ha approfittato per portarsi avanti 17 a 0 ma dopo due quarti equilibrati Notre Dame ha ribaltato lo score con un parziale di 19 a 0 nell'ultimo quarto. Parte del merito (o della colpa) di quanto successo va sicuramente al coaching staff di MSU che all'inizio del secondo tempo invece di continuare a sfruttare i lanci di Drew Stanton è divenuto prudente affidandosi troppo alle corse.

Di solito è una buona strategia quella di far passare il tempo con le corse ma contro squadre di alta levatura non si può mai dire quanti punti sono abbastanza per vincere. Bisogna aver quello che qualcuno chiama "killer instinct" e chiudere le partite. Invece l'errore è stato compreso troppo tardi e quando Stanton ha dovuto lanciare si è sempre trovato a dover forzare i passaggi con tutto quello che questo comporta (fumble ed intercetti).

Questo ovviamente nulla toglie ai meriti del coaching staff di Notre Dame che nel secondo quarto e nell'intervallo è stato bravo a correggere quello che non andava e soprattutto motivare i giocatori. Vedremo se saranno in grado di giocare così già  dal primo quarto sabato quando affronteranno in casa l'imbattuta Purdue (quinto miglior attacco della nazione per punti a partita anche se la difesa è anche peggiore di quella di Notre Dame).

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