Rookies of the Year

Evan Longoria è il dominatore dei rookie 2008. Ovvio RoY e vicecampione del Mondo.

La stagione è finita da un pezzo, e, scusandoci per il ritardo, vorremmo trarre le conclusioni sulla situazione dei rookie 2008 in MLB e trovare (in questo caso ribadire) le argomentazioni che hanno portato i giurati a scegliere Evan Longoria e Geovany Soto, in una delle elezioni più scontate degli ultimi anni.

Prima però ci concederete una piccola digressione sul caso Edinson Volquez. Il pitcher dei Reds, partente nell'All Star Game per la National League, non era un rookie in questo 2008. C'è una ferrea regola che definisce un rookie da un giocatore non eleggibile per il RoY, che non staremo qui a discutere data la sua complicatezza, ma che giustamente divide gli eleggibili dai non.
Per questo i voti giunti per Volquez non valgono, ma ci fanno rendere conto di come avrebbe potuto spazzare tranquillamente via Soto e vincere lui, qualora fosse stato votabile.

Essendo questa rubrica da sempre impostata su giocatori che rientravano nell'insieme dei possibili vincitori, non parleremo dell'ottimo Volquez, per concentrarci sugli altri. Per primi, i vincitori…

Vittorie sfolgoranti

28 voti su 28: così ha vinto Longoria il titolo per la American League. Nessuna discussione, nessun tipo di sorpresa, ma un dominio che rende bene l'idea di come quest'anno in AL tra i giovani ci sia stato solo lui.
Partito dal triplo A, un infortunio dopo un paio di settimane di gioco gli ha aperto le porte, già  dischiuse, della lega più prestigiosa. Con una reputazione da miglior battitore della Minors da difendere, il rendimento al piatto non sembrava in discussione, ma difendere al piano superiore è altra cosa. E' andato ben oltre le aspettative in entrambi i casi.
Attacco: guida la sua squadra in OPS e SLG, statistica in cui è ottavo nella American, non propriamente una lega che manca di slugger. 27 HR, 11esimo posto nelle votazioni di MVP della stagione. Un media battuta non eccelsa, da slugger vero e proprio diciamo.
Difesa: terza base nella media, Longoria dimostra, nei numeri, di avere una buona propensione alla copertura della zona, ma un range ancora molto limitato. In un confronto con il Gold Glove della stagione, Adrian Beltre, lo batte in zone coverage ma ha anche solo numericamente una marea di interventi fuori zona in meno. Ecco un aspetto in cui migliorare, supponendo che i suoi numeri offensivi non facciano dimenticare al suo coaching staff questa lacuna.
La vittoria di Longoria è quanto di più scontato ci sia, ed era stata predetta già  tempo prima che facesse il suo esordio in MLB lo scorso aprile. Lui si dice lo stesso stupito di poter essere arrivato a questo punto, quasi non pensando che il futuro della lega potrebbe passare attraverso le sue gesta. Intanto, i Rays sono campioni della American League, anche grazie al suo innesto. Che poi nelle World Series sia mancato, così come tutta la parte centrale del line-up, è solo una piccola annotazione , dopo tutto quello che ha fatto per questa indimenticabile stagione di Tampa Bay.

Dall'altra parte della barricata, è stato altrettanto facile pronosticare prematuramente la vittoria di Geovany Soto, catcher dei Chicago Cubs.
La mancanza di veri e propri avversari nella corsa all'award lo ha favorito, fermo restando che ha avuto un'ottima continuità  di rendimento e buoni numeri (.285 con 23 HR). Nella grande stagione regolare dei Cubs, ha saputo dare solidità  ad un lineup che ne aveva disperato bisogno.
Ma più di altro, ci danno l'idea della sua stagione una serie di considerazioni "storiche". Per esempio, l'ultimo catcher a vincere il premio è stato Mike Piazza, non certo l'ultimo dei giocatori nella storia dell'MLB; poi, mai nessun catcher dei Cubs aveva mai vinto il Roy, mentre erano 47 anni che un rookie della squadra di windy city non batteva almeno 23 Home Run.
Ecco quello che potrebbe significare Soto per la sua squadra negli anni a venire.
A contrario di Longoria, il portoricense aveva già  assaggiato l'MLB nelle scorse stagioni, occasioni nelle quali aveva già  dimostrato le sue qualità  di battitore, meritandosi addirittura la convocazione per i Playoff della scorsa stagione.

Ma dietro di loro ci sono una serie di giocatori interessanti, di cui abbiamo parlato diffusamente negli altri report semi-mensili. Vediamo le altre posizioni nella classifica finale, tirando le somme anche per quanto riguarda i rookie schiantati dall'"illegale" concorrenza dei due vincitori.

I Runner-Up

Dietro a questi due il vuoto, o quasi. Non perchè i rookie di quest'anno non meritino il voto dei giornalisti americani, ma perchè Longoria e Soto erano semplicemente di un'altra classe.
Unico ad avere un voto da primo posto oltre ai due campioni è Joey Votto, prima base dei Reds, slugger in erba che ha dimostrato mota potenza (24 HR) e buona continuità  (.297 di media). In difesa è un prima base con ottimo range ma non eccelsa copertura della zona, e può essere considerato un punto fisso per la Cincinnati del futuro.
Si spera che la stessa cosa valga per Jay Bruce, giunto molto dietro in classifica rispetto alle attese. Snobbato da Dusty Baker ad inizio stagione, ha debuttato solamente poco prima dell'estate, facendo subito registrare grandiose prestazioni. E' poi a larghissimi tratti mancato, giustificando il posto a cui è relegato, ma la potenza e facilità  di battuta in attacco e la grande mobilità  sugli esterni difensivi ne faranno sicuramente un "Sophomore" a cui badare.
A proposito di esterni, una piccola sorpresa è stata quella di vedere Jacoby Ellsbury solamente in terza posizione nella American League. Reduce dal trionfo nel 2007 della sua squadra nelle World Series, ha poi avuto un'ottima stagione, con 50 basi rubate ed una difesa che probabilmente appena ci sarà  "spazio" lo porterà  ad un Gold Glove meritato. Davanti ad esso c'è il seconda base degli altri Sox, quelli di Chicago, Alexei Ramirez, capace di battere 21 HR in sole 132 partite e di dimostrare buone qualità  difensive e velocità . Tra lui ed Ellsbury la scelta comprendiamo non sia stata facile, il voto per ils econdo posto noi l'avremmo dato al bostoniano.

Da nominare in National League rimane, oltre al comunque esperto Kosuke Fukudome, Jair Jurrjens, il venezuelano di Curaà§ao pitcher dei Braves, giunto terzo in classifica.
Nella American, invece, un solo voto per Nick Blackburn, pitcher dei Minnesota Twins, così come per Joba Chamberlain. Due verdetti che definiremmo quasi ingiusti, viste le ottime doti del primo e la capacità  di diventare un partente del secondo.
Tra gli altri ad ottenere qualche voto tra i giurati ci sono Armando Gallaraga, Mike Aviles e Denard Span.

Per chiudere, vi lasciamo con le classifiche finali per le due leghe professionistiche, mettendo in risalto anche i link ai vari articoli in cui parliamo in modo più approfondito dei rookie 2008.

American League

Longoria TB 140
Ramirez CWS 59 Estate II
Ellsbury BOS 26
Aviles KC 9 Estate II
Galarraga DET 9 Estate II
Devine OAK 3
Span MIN 3
Blackburn MIN 1 Maggio
Chamberlain NYY 1 Estate II
Ziegler OAK 1

National League

Soto CHC 158 Aprile
Votto CIN 76 Maggio
Jurrjens ATL 34 Estate I
Volquez CIN 9
Bruce CIN 7 Estate II
Fukudome CHC 4 Estate I

La iniziale lista dei giocatori eleggibili per il RoY 2008 invece la trovate qui.
In settimana è arrivata la lista del sito ufficiale della lega MLB.com dei migliori 50 prospetti, con quelli che sono considerati i 50 giovani ancora eleggibili per il premio più indicati per avere una soddisfacente carriera nelle majors. Anche se molti non li vedremo l' anno prossimo, possiamo iniziare ad annotarne il nome, nell'attesa di vederli all'opera e magari un giorno succedere a Longoria o Soto.

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