Con un palmo di Nash…

Un piccolo tifoso di Stene Nash, con tanto di cerotto in onore del suo eroe…

E' appena finito il primo turno di playoff e devo dire che, tra eliminazioni eclatanti e gare ricche di significato, son venuto giu dal letto pure io.

C'e' materiale abbondante per le riflessioni. Tre corazzate sono andate avanti senza troppi problemi (Detroit, Phoenix e San Antonio, con quest'ultima un po' spaventata da Denver, ma che ha raddrizzato velocemente la situazione). Cleveland ha vinto per “abbandono” contro Washington (Wizards ingiudicabili visto che si e' rotto tutto), il resto sono stati fuochi d'artificio.

Miami e' stata vivisezionata da dei Bulls che sono letteralmente esplosi. Gordon, Hinrich, Nocioni e Ben Wallace sono stati i protagonisti in una serie sicuramente piu' equilibrata del 4-0 finale, ma che di fatto non ha lasciato scampo a Riley.

Onestamente, con questa uscita possiamo classificare come “splendida avventura” il titolo dello scorso anno, ma adesso i nodi sono tutti al pettine, con Shaq che non so piu' cosa inventera' per accorciarsi la regular season a 30-40 partite, Wade che deve fare il tagliando alla spalla, ed il resto della combriccola a controllarsi anagrafe, peso corporeo ed altre cosette poco allegre.

I Bulls ora incontrano Detroit in una finale anticipata di Conference, ed e' da vedere se continueranno a vedere il canestro grande come il lago Michigan, o se soffriranno una frontline desiderosa di mostrare a Big Ben che la mossa di ques'estate none' stata lungimirante. Quest'ultimo e' nella stessa situazione di Horace Grant nel 95, quando con i nuovi Magic incontro' e sconfisse la “sua” Chicago. Da vedere se il ricorso storico avra' identico esito.

Le prime risposte sono state perentorie: Pistons in carrozza, Gordon a letto presto, e spesso senza vedere Carosello, pure quel tronista (nel senso di figo da vedere ma poco “sostanzioso”) di Webber che in area avversaria fa la voce grossa: poi stanotte mi sono visto una palla dentro del divino Chris all'uomo con il ciuffo grigio (l'assist per il canestro del 7-0), e son saltato giu dal divano ringraziando Dei e Semidei per quanto trasmesso dal tubo catodico.

Nel tabellone sotto, ad Est, Cleveland deve ancora essere testata, e lo sara' fondo dai Nets, sontuosi nel duo Kidd-Carter, altalenanti in Jefferson, ed inaspettatamente pericolosi in Bochi Nachbar, che prosegue a martellare la retina da ogni dove.

A proposito: bella comunque la serie contro i Toronto MagoMagoLiberons, che ha mostrato si un gioco poco da playoff (ed un Bosh cugino sfigato di quello che ha impazzato da dicembre in poi) ma che probabilmente ha la coppia di registi piu' improbabile ed efficiente della Lega, ed un centro, casualmente nostro connazionale, che comunque aumentera' il consumo di Novalgina e Moment in quelli che lo dovranno limitare nei prossimi anni.

E veniamo ai botti di Ovest.
Phoenix Lakers ha avuto esito scontato, ma siccome i gialloviola fanno piu' notizia dei Galacticos quando escono, ne parliamo un po' anche noi. Kobe, bonta' sua , e' circondato da onesti manovali e poco piu'. Ad Est sarebbe sufficente per 2 turni di aprile-maggio, ma se il vostro Oceano di riferimento e' quello con le Hawaii, questo non basta.

Ora, io getto la maschera: sono uno di quelli che pensa che Kobe non e' il problema, ma la soluzione. Quindi, o gli mettete vicino un maramano d'area, sacrificando anche Odom e bimbone Bynum (ogni riferimento piu' a Garnett che a Gasol e' assolutamente voluto) oppure rassegnatevi a veder cadere record individuali fino ad aprile, e ad avere il palazzetto libero da maggio.

I soldi non sono miei, quindi io non rischio nulla. Ma, fino a prova contraria, ogni volta che Kobe ha avuto una reale e concreta possibilita'di giocarsi il titolo, non ci e' andato troppo lontano. Qualcuno obbietta che e' stato lui a chiedere la testa del Gozzillone… puo' essere anche vero, ma non deve essere cosi semplice gestire Shaq che te ne gioca 30-40 su 82, e per il resto gioca con le pantofole.

Mentre ci sediamo comodi ad ammirare Phoenix San Antonio (che e' come Francia-Brasile quarto di finale dei Mondiali di Calcio, uno spreco), Don Nelson e' passato alla cassa a ritirare la piu' grossa sorpresa playoff che mi ricordo io dai tempi di Mutombo che sdraia i Sonics in 5 partite. Mai era capitato che la squadra con il miglior record della lega veniva presa a pallate gia' nel primo turno.

Un tonfo che potrebbe avere ripercussioni molto serie, soprattutto per Avery Johnson che, per la seconda volta, e' andato sotto in un duello contro un santone del Pino. Sono parecchio sicuro che a Cuban saltera' in mente di andare a disturbare qualche Mammasantissima per vedere di vincere il titolo con la sua Formula 1 (butto li' un nome, Larry Brown se ha voglia).

Soprattutto il Tedescone esce con le ossa rotte da una serie in cui e' stato silente, fatta eccezione per gara 5 quando, con gli avvoltoi gia' in aria, ha allungato l'agonia giocando da par suo il finale. E adesso l'eventuale MVP della stagione avra' il sapore della beffa.

Eroe positivo, oltre a Nellie, e' invece Baron Davis, uno che in vita sua ha digerito piu' di un coach, ma che ha dimostrato classe e cuore oltre ogni ragionevole dubbio, soprattutto in gara 6 giocata quasi da fermo per via di uno stiramento alla gamba.

Anche qui la configurazione del tabellone e' strutturata come ad Est: da una parte i favoriti che si scontrano, dall'altra due pericolosissimi outsider che hanno l'occasione della vita.

E adesso, con i pronostici?

Orbene, chiarisco subito che la gente seria, brava, timorata di Dio, non va oltre San Antonio-Detroit. Da tenere presente poi che, chi vince le due serie che coinvolgono Spurs e Pistons, ha un avversario probabilmente meno tosto in Finale di Conference (e Popovich farebbe bene a far recapitare a casa Nelson una cassa di quello buono….).

Onestamente e' difficile andare contro Detroit, specie ora che sono 2-0. Chicago dovrebbe vincere 2 volte a casa sua per riaprire la serie, piu' probabile il 4-1. Poi i Pistons dovranno vedere se mandare 3-4 gangster sulle piste di Lebron oppure fare in modo che i propri lunghi facciano a fette Moore e Collins. Io sono suonato, ma contro questi non me la sento di andare.

La mia speranza invece si appoggia tutta su Nash e sul suo meraviglioso mondo. In gara1, Spurs a dettare legge, con un terzo quarto che sembrava giocato da un joystick, ma la chiave e' stata la zuccata franco-canadese. Parker e' andato giu come un avversario di Tyson prima maniera, ma sostanzialmente si e' riavuto subito. A Nash si e' invece aperta una fessura sul naso che ci avrei potuto infilare una moneta da 2 Euro, ed il povero fisioterapista, che ha trascorso i 5 minuti piu' brutti della sua vita professionale, non ce l'ha proprio fatta a rimandare in campo il genietto, nell'ultimo frangente di gara.

Apro una parentesi: saro' eternamente grato a Dan Peterson per il solo fatto che esiste ed e' fra noi. Ma le mie espressioni di insofferenza durante le sue telecronache sono aumentate in modo drammatico negli ultimi tempi. E l'apice l'ho raggiunta domenica sera.

Non sono medico, ma credo non lo sia neanche Dan. Con quello “sbrego” da pugile, Nash non poteva giocare. Altro che Giovanni Gallotti, ci sarebbe voluto un signore biondo nato un paio di millenni fa in circostanze “grottesche”. Ma Peterson e' cosi', prendere o lasciare. Io prendo, ma con riserva…

Tornando a questioni sportive, non credo che la serie sia cosi' finita come qualcuno pensa. San Antonio ha giocato in maniera super, nel secondo tempo ha tirato come meglio non si puo (11/12 ad un certo punto nel terzo quarto), Duncan ha fatto un paio di movimenti da “unto del Signore”, e con Nash dal carrozziere si e' vinto di 5.

Insomma direi che c'e' ancora spazio per le speranze di D'Antoni, anche se, d'altra parte, i Suns hanno perso una gara ad un punteggio piu' gradito a loro che non agli avversari. Come detto, logica a Duncan e speranza a Nash.

Quello che succede tra Utah e Golden State e' al momento fuori dal mio (modesto) campo visivo. Mi guardo un paio di partite e poi ne riparliamo.

Se siete arrivati fino a qui (vi ringrazio e vi faccio i complimenti), avrete notato che non ci sono riferimenti con il calcio. Ce l'avevo quasi fatta…. ma alla fine non ho resistito.

I consigli sono gratis e, se me lo permettete e se avete 13 Euro che vi avanzano, investiteli in “E continuano a chiamarlo calcio” di Gigi Garanzini, una delle 4 persone serie che ancora si sforzano a parlare e scrivere di calcio in un certo modo. Si legge tutto d'un fiato e, alla fine, ti lascia un po' di amaro in bocca. La colpa non e' pero' dell'autore, piuttosto dei soggetti…..

Alla Prossima!

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