Spurs: arriva il Rodeo!

Manu Ginobili mentre si lavora un arbitro…

Attualità 

Febbraio. Tradizionalmente un mese di grande importanza per gli Spurs; il mese dove, negli anni dei Titoli, è arrivata la sferzata, il cambio di marcia decisivo. In città  approda il Rodeo, appuntamento sacro per i texani, ancor di più per quelli di San Antonio. Per circa due settimane le strade della città  saranno invase da fiumi di gente festante, vestiti e muniti di speroni e lazi.

In questo periodo San Antonio è loro. Gli Spurs non possono far altro che adattarsi; per dieci gare, poco meno, l'At & T Center sarà  un tabù. Soltanto partite in trasferta, dunque. Paradossalmente questo tour esterno, negli anni, è stato usato da Tim Duncan e compagni come rampa di lancio in vista della post-season. Un'occasione per compattarsi e migliorarsi.

Quest'anno però, la tradizione sembrerebbe destinata ad interrompersi.

Risultati:

San Antonio Spurs vs Houston Rockets 85-90 L
San Antonio Spurs vs Memphis Grizzlies 112-96 W
San Antonio Spurs @ Los Angeles Lakers 96-94 W
San Antonio Spurs @ Utah Jazz 93-97 L
San Antonio Spurs @ Phoenix Suns 87-103 L

Record parziale:2-3
Record complessivo:32-16

"Non siamo stati in grado di chiudere le partite come invece avremmo dovuto fare"-commenta amaramente Duncan, riferendosi alle ultime due sconfitte con Utah e Phoenix, entrambe maturate negli ultimi minuti- "Bisogna essere capaci di superare questi momenti no, e nel corso di questa stagione ne abbiamo avuti parecchi. Speriamo dunque che riusciremo ad uscirne ancor più forti."

Per la verità  anche questo Rodeo-trip sembrava essere iniziato per il verso giusto, con l'entusiasmante vittoria dello Staples Center ai danni dei Lakers. Una vittoria che, anche per il modo con cui era arrivata, da molti era stata letta come la potenziale svolta della stagione. La tripla decisiva di Micheal Finley ad un secondo e tre decimi dalla sirena finale, aveva in effetti tutti i crismi per rappresentare lo spartiacque tra un prima parte in chiaro-scuro e una seconda finalmente convincente.

Poco importa se il gioco, anche in quell'occasione, non è stato di livello; la vittoria era ciò che contava. "Sono orgoglioso della squadra."-commentava a fine partita Gregg Popovich- "Non abbiamo giocato molto bene, ma abbiamo insistito, e alla fine ne siamo usciti vincitori."

Neanche il tempo di festeggiare che subito però sono arrivati due dolorosi stop; ancor più dolorosi se si considera che le avversarie erano due dirette concorrenti per la vetta dell'Ovest: i Jazz e i Suns. Sconfitte pregne di significato.

I Jazz erano privi di Carlos Boozer, uomo-franchigia e miglior rimbalzista della squadra. Eppure hanno domato i texani resistendogli nei minuti finali e spazzandoli via sotto i tabelloni: 50 a 32 il computo dei rimbalzi.

Anche contro i Suns, a differenza di quello che si potrebbe pensare guardando il risultato finale, la gara è rimasta in bilico fino ai minuti finali; fino a quattro minuti dalla fine, quando Phoenix ha deciso che per gli scherzi bastava così e ha messo in ghiaccio il successo. Per gli Spurs non è stato sufficiente un grande Manu Ginobili, per la terza volta consecutiva in uscita dalla panchina, il quale ha chiuso con 32 punti in 35 minuti d'impiego.

La velocità  degli esterni di quelli dell'Arizona era semplicemente "unstoppable" per la difesa di San Antonio. Prova ne sono i 25 punti di Leandro Barbosa, vera spina nel fianco per gli uomini di Popovich.

"E' evidente che al momento i Suns sono una squadra migliore di quello che siamo noi. Vedere loro e i Mavs giocare ci dà  un obiettivo importante: arrivare a quel livello. Dobbiamo davvero fare passi avanti""-è stato il punto di vista di Ginobili.

Ma nonostante la persistente carenza a rimbalzo (soltanto Duncan si è distinto con 18 carambole, per il resto davvero molto poco), non c'è dubbio che la gara sia svoltata quando coach Mike D'Antoni ha messo sulle tracce di Tony Parker, Shawn Marion; in modo da impedirgli qualunque scorribanda in vernice. I risultati sono stati più che buoni.

"Per noi che siamo abituati a lottare per il primo posto nella Lega, vedere Dallas e Phoenix così lontane è dura."-continua nella sua disamina Ginobili- "Ma a questo punto dobbiamo dimenticarci delle classifiche e sfruttare ogni minuto di ogni gara per fare progressi."

Fortunatamente per gli Spurs ad attenderli ci saranno ora ben cinque giorni di riposo, dove Popovich avrà  tutto il tempo per ragionare sulla squadra e catechizzare ancora una volta i suoi. Robert Horry, il super veterano, rimane fiducioso, sostenendo che "stiamo migliorando, non significativamente ma stiamo migliorando.".

Chi apparentemente non ha particolare bisogno di portare il suo gioco ad un livello superiore è il solito Tim Duncan, che ha chiuso una settimana strepitosa dal punto di vista personale. Negli ultimi giorni, infatti, il caraibico ha fatto registrare prima il season high in termini di punti con ben 37 nella sfida poi persa con Houston, e dopo il carreer high di stoppate, con addirittura 9 nel corso della vittoria contro Memphis. Passano gli anni, ma la sua classe non si appanna.

NO TRADES
Intanto lo stesso Popovich ha fortemente smentito ogni voce che vedeva gli Spurs coinvolti in qualche operazione di mercato. "No, non c'è nessuna trade in vista per noi. Questo gruppo ha già  tutto quello che occorre per arrivare fino in fondo."-è stato il suo deciso commento. Commento, a detta di molti, il cui tempismo non è casuale. Si pensa infatti che il coach abbia rilasciato questa dichiarazione come estremo tentativo di ridare fiducia e voglia di lottare ad una squadra, la sua, giustamente apostrofata come "anemica".

Mancano ancora più di due settimane alla deadline del 22 febbraio: solo allora sapremo se queste parole avessero o meno esclusivamente utilità  di facciata. D'altronde nelle settimane passate si era fatto un gran parlare di un possibile arrivo in maglia San Antonio di Corey Maggete. Per altro nel mirino di mezza Nba. Quel che è sicuro è che un uomo atletico, giovane, perimetrale sarebbe tutt'altro che un danno per questo team. Staremo a vedere se R.C Buford saprà  dare un nome a questo identikit; e nel caso portarlo in nero-argento.

SGUARDO AL FUTURO
Terminata la mega-sosta di cinque giorni, nella giornata di mercoledì gli Spurs riprenderanno il Rodeo-trip, andando a far visita ai Washington Wizards, attualmente primi ad Est. Seguiranno le trasferte a Orlando, Miami e, per chiudere il tour, New Jersey e Detroit, in back-to-back.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *