Utah Jazz

Kirilenko sarà  il trascinatore dei rinnovati Jazz

Obiettivi

Secondo alcuni media i Jazz sono stati i protagonisti della Free Agency, assicurandosi due free agents ambiti come Boozer e Okur, ma l'aver confermato praticamente in blocco la squadra che lo scorso anno ha sorpreso tutti, è stata la scommessa vinta che porta Utah a giocarsi le sue carte per arrivare ai playoffs, in una Division dominata da Minnesota, con l'incognita Nuggets (proprio quelli che hanno estromesso i Jazz dall'ultima postseason). La squadra più internazionale della NBA, guidata dal miglior allenatore possibile, punta a sorprendere anche nel 2005.

Conference : Western
Division : Northwest

Arrivi: Carlos Boozer (Cleveland Cavaliers FA), Mehmet Okur (Detroit Pistons FA),
Partenze: Tom Gugliotta (Boston Celtics FA), Mikki Moore (Los Angeles Clippers FA), Greg Ostertag (Sacramento Kings FA), Michael Ruffin (Washington Wizards FA), Moe Williams (Milwaukee Bucs FA), Sasha Pavlovic (Charlotte Bobcats)
Draft: Kirk Snyder, Kris Humphries

Probabile Quintetto Base
Playmaker: Carlos Arroyo
Shooting Guard: Matt Harpring
Small Forward: Andrei Kirilenko
Power Foward: Carlos Boozer
Center: Mehmet Okur

Roster

NR PLAYER          POS  HT   WT   DOB      COLLEGE                    YRS
30 Carlos Arroyo    G   6-2  202  7/30/79  Florida International '01  3 
19 Raja Bell        G   6-5  210  9/19/76  Florida International '99  4 
5  Carlos Boozer    F-C 6-9  258  11/20/81 Duke '03                   2 
22 Curtis Borchardt C   7-0  240  9/13/80  Stanford '03               1 
31 Jarron Collins   C   6-11 255  12/02/78 Stanford '01               3 
10 Gordan Giricek   G   6-5  210  6/20/77  Croatia                    2 
15 Matt Harpring    F-G 6-7  231  5/31/76  Georgia Tech '98           6 
43 Kris Humphries   F   6-9  235  2/05/85  Minnesota                  R 
47 Andrei Kirilenko F   6-9  225  2/18/81  Russia                     3 
24 Raul Lopez       G   6-0  160  4/15/80  Spain                      1 
13 Mehmet Okur      F   6-11 249  5/26/79  Turkey                     2 
3  Kirk Snyder      G   6-6  225  6/05/83  Nevada-Reno                R

Staff tecnico:
HEAD COACH : Jerry Sloan (College - Evansville '65)
ASSISTANT COACHES : Phil D. Johnson (College - Utah State '63)
Gordon Chiesa (College - St. Thomas Acquinas '73)
Tyrone Corbin (College - De Paul)
STRENGTH-AND-CONDITIONING COACH : Mark McKown (College - South Carolina
Spartanburg '80)
ATHLETIC TRAINER : Gary Briggs (College - Morehead State '74)
ASSISTANT TRAINER: Brian Zettler

Commento

Erano partiti all'inizio della stagione scorsa come la probabile squadra materasso della Lega, senza più Stockton e Malone, e con parecchi mestieranti o girovaghi del parquet, in un roster in cui spiccava solo il nome di Andrei Kirilenko. Alla fine però in molti si sono dovuti ricredere, di fronte al miracolo di coach Jerry Sloan, che ha dato un gioco spumeggiante al proprio team, facendo conoscere alla ribalta nazionale giocatori fin lì poco considerati, come Arroyo, Lopez o Giricek. L'aver sfiorato i playoffs per un niente ha dato la consapevolezza a molti giocatori dei Jazz di poter competere ad alti livelli con chiunque, se l'ambiente è quello giusto.

L'aver portato ben sei uomini in doppia cifra nella media punti stagionale, sintetizza chiaramente la caratteristica principale del team di Salt Lake City, cioè la coesione del gruppo e la capacità  di trovare attraverso il gioco un giocatore capace di mettere punti importanti, sia che si chiami Kirilenko, sia che si chiami Raja Bell. In alcune partite, la velocità  e l'effervescenza del gioco improntato da quel mago di coach Sloan, ha portato più di qualche fans a preferire questa edizione dei Jazz piuttosto di quelle dei mitici Stockton e Malone. Lo staff tecnico è riuscito a creare un'impostazione che permettesse ai giocatori a disposizione di dare il meglio di sé e di valorizzare le proprie caratteristiche, mascherando in molti casi le lacune, soprattutto offensive del roster.

La offseason 2004 aveva in dote per Utah una montagna di dollari da mettere nel piatto dei free-agents e tre scelte di primo giro al Draft di New York. I dollari non sono serviti come in molti pensavano ad arrivare alle stelle di prima grandezza, in quanto Salt Lake City è sempre un posto che ai talenti (soprattutto di colore) piace molto poco. Le acquisizioni di Boozer e Okur comunque sono da considerare ottime nel progetto di coach Sloan, in quanto danno pesantezza, talento offensivo e rimbalzi ad un roster apparso piccolo, soprattutto dopo la dipartita di Ostertag.

Il Draft fino all'ultima scelta poteva essere considerato quasi eccellente, visti gli arrivi di una guardia tiratrice come Kirk Snyder, che darà  parecchio filo da torcere fisicamente ai pari ruolo della Lega, e un giovane talento offensivo come Kris Humphries, ancora da svezzare ma dotato di numeri da top10. Invece l'aver scambiato la scelta di Podzolkine, ha fatto storcere il naso a parecchi fans, che vedevano il gigante siberiano come la ciliegina sulla torta per completare un roster di buon livello e futuro.

Mancando di un vero e proprio centro d'area, e avendo una serie di ali dalle caratteristiche differenti, l'attacco di Utah, sicuramente, punterà  sulla rapidità  di conduzione della manovra e sulla capacità  in campo aperto di gente come Kirilenko per sorprendere le difese avversarie. Proprio il russo è chiamato alla consacrazione nella Lega dopo 3 anni in cui ha mostrato molto, ma forse non tutto il suo potenziale, soprattutto in attacco.

A fargli da paggi, ci saranno sicuramente il portoricano terribile Carlos Arroyo, consacratosi anche a livello internazionale dopo le Olimpiadi, e un rigenerato Matt Harpring, a lungo assente causa infortunio. Oltre a questi tre, Sloan punta sulla solidità  di Boozer, atteso ad una stagione difficile dopo i fatti della offseason e dopo il cambio di Conference, e sulla versatilità  della propria panchina, da cui possono uscire giocatori importanti, come Lopez, Bell e Giricek.

Utah punta sul contropiede, sulla difesa di squadra e sul fattore Delta Center per ripetere la bellissima stagione 2004 e magari renderla splendida con un viaggio nella postseason.

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