N.B.A.: No Brain Available

Ron Artest, non esattamente il più simpatico giocatore della storia in NBA…

Bentornati a tutti su queste frequenze e buon inizio di 2004.
E' un po' che non ci si sentiva e cominciavo ad avere nostalgia della rubrichetta che, con la scusa di parlare di NBA, mi permette di svuotare il sacco della spazzatura.

In questo mese di assenza dalle righe di Play.It, la NBA ha messo parecchia carne al fuoco: performances in alto ed in basso delle varie squadre, trade sontuose che hanno anche spostato qualche equilibrio (scrivo a ridosso del ritorno “a casa” di Stephon Marbury), ma di queste cose, come mi piace ripetere, avete trovato e trovate ampio spazio da parte di cronisti piu' bravi e piu' preparati del sottoscritto.

Prendo pero' spunto da uno di questi scambi, quello che ha portato Ricky Davis a Boston, per parlare di una categoria di giocatori in continuo aumento nella NBA d'oggidi': i talenti con testa di…

Periodicamente ci capita di ricevere, attraverso i media d'oltreoceano, notizie di disavventure nelle quali sono incappati giocatori anche famosi, per le quali il nostro scuotere la testa e' la reazione minima, soprattutto pensando a cosa viene perso in termini di talento cestistico, solo perche' Madre Natura si e' dimenticata di dare vita alla materia grigia dei suddetti.

Per ragioni di spazio mi dovro' limitare a giocatori di grande o grandissimo talento, per cui in questa improbabile Lista di “Idioti a Canestro” non troverete autentici personaggi di culto; una citazione per tutti va a Jerome “Sexy” James, beccato di recente a ronfare durante una seduta di videotape, ma questa e' solo l'ultima perla di un artista del genere.

Premio “Dennis Bergkamp – cuor di coniglio”
Keith Van Horn: non e' propriamente una testa di c., anzi, facilmente e' un bravo ragazzo. Ma la capacita' di gestire le pressioni di compagni, avversari, media e quant'altro e' ai minimi assoluti.
E si vede che il giocatore c'e', altrimenti non si spiegherebbero certi lampi che lo collocherebbero al limite di una collocazione alla partita delle stelle. Naturalmente il destino gli ha riservato una maglia nel posto piu' indicato per curare la sindrome, ovvero il Madison Square Garden e la sadica stampa della Grande Mela.

Premio “Devoti alla Maria”
Rasheed Wallace (che troveremo spesso) e Damon Stoudamire. Non si hanno conferme della affezione di asma da parte del duo Blazers, cosa che giustificherebbe l'assunzione sotto controllo medico della cannabis. Periodicamente pero', il duo di cerebrolesi viene pizzicato con sigarette opportunamente “caricate” di additivo. Di per se il sottoscritto non ne condannerebbe l'uso, ma la NBA ha altre idee in proposito.

Premio “Bud Spencer & Terence Hill” aka “Charles Oakley Award”
Ron Artest e Ruben Patterson, artisti nell'arte di agitare le mani in direzione della faccia altrui.
La cosa simpatica e' che non sempre i dententori del dubbio privilegio di essere dei bersagli sono appartenenti a team avversari: spesso le corride avvengono in allenamento.
Ho gia' nominato Charles Oakley come un capostipite della categoria.

Premio “Il microfono e Bobo Vieri” ovvero i dislessici davanti ai giornalisti
Altro riconoscimento per l'inimitabile Rasheed Wallace che, pur di non beccare la multa di chi non parla in conferenza stampa ma assolutamente indifferente alle esigenze del quarto potere, si limito' una volta a rispondere a TUTTE le domande ripetendo all'infinito “Le due squadre hanno giocato duro”

Premio “Fedro del Grande Fratello” aka “Oliver Miller Award”
Shaquille O'Neal, che pur avendo la possibilita' di tiranneggiare la Lega per anni, ha deciso di dare un tocco di suspence ai pronostici rivestendo il proprio corpaccione di un robusto strato di Lardo di Colonnata californiano. A questo aggiungiamo una inedia da koala durante la regular season. Nonostante questo atteggiamento da atleta della bocciofila, 2 anni ed un anno fa e' riuscito a portare a casa l'argenteria. Poi la corda si e' spezzata ed il titolo ha preso altre strade.
Finalista: Mr. Robert Traylor, del quale vorrei sapere l'esatta taglia della canotta da gara.
(Fuori categoria: Vin Baker, perche' il suo e' un problema serio e mi passa la voglia di scherzarci su)

Premio “Scemo, piu' scemo” riservato a chi si lascia scappare l'occasione della vita, semplicemente perche' ha il cervello piu' disabitato della Capitale il giorno di Ferragosto.
Ricky Davis, che anziche' ringraziare tutti i giorni il Signore per avergli fatto incontrare il Messia (nelle acerbe sembianze di LeBron James) ha deciso che Cleveland gli andava troppo stretta e si e' messo a giocare da separato in casa. Come vedete, abbiamo quasi resistito alla tentazione di citare quella volta che tiro' la palla volutamente sul suo tabellone, solo per prendere il rimbalzo della sua prima tripla doppia.

A titolo personale, il fatto che questo Einstein della palla a spicchi evoluisca nella “mia” Boston, mi riempie la schiena di brividi… speriamo.
Finalista: Rod Griffin, che invece che imparare la lingua di Mao per fraternizzare con Mr. Ming, e' salito sull'Aventino, salvo poi volare nella meravigliosa NetsLandia e giocare (al momento) pochino o quasi nulla.

Premio “In Miniera” riservato a coloro hanno mezzi fisici o tecnici paurosi, ma si dimenticano di averli per almeno la meta' dei minuti che stanno in campo
Micheal Olowokandi, la quintessenza dell'idiozia mentale, superata solo da chi gli ammolla un contratto principesco.
Finalista: Jalen Rose, che non riesce a capire come ogni anno si riescano a trovare 24 giocatori piu' forti di lui per l'All Star Game. Peccato che quando sta in campo, gioca bene anzi benissimo solo quando aggrada a lui, senza avvertire il coaching staff quando e' in permesso sindacale.

Premio “Tira piu' un pelo di…”
In questa categoria inseriamo, per motivi opposti, due tra gli innumerevoli giocatori che hanno visto la loro carriera fortemente condizionata dai loro rapporti con membri (parola messa qui a caso….) dell'universo femminile.

Non possiamo quindi fare a meno di citare il “fu role model” Kobe Bryant, che una notte d'estate si dimentico' di essere coniuge di una meraviglia della natura per fare “4 salti in padella” con una 19enne innocente (nel senso piu' strettamente giuridico del termine), salvo poi non considerare il fatto che questo avrebbe comportato degli inconvenienti che vanno dal mostruoso salasso economico al cielo a scacchi per un periodo di tempo non brevissimo.

E per un motivo per nulla simile, come esimersi dal citare l'epitome dei mariti disgraziati, ovvero quel Doug Christie che periodicamente si deve sottoporre ai frizzi e lazzi di mezza NBA, il tutto per non contraddirre le periodiche bizzarrie di una moglie che fa impallidire anche la potentissima (e gnocchissima, chiariamo) Joumana Kidd.

Premio “Qui lo dico e qui lo nego” riservato ai campioni e campionissimi che si sono resi protagonistidi dichiarazioni alla stampa che definire fuori luogo non rende completamente l'idea.
Tracy McGrady, esibitosi in un irripetibile esempio di “venduta la pelle dell'orso prima di…” in occasione del 3-1 nei playoff dello scorso anno contro Detroit: peccato che la serie prevedesse la vittoria al 4 e che i Pistons lo abbiano sculacciato le gare a seguire, costringendolo ad indossare una ideale maschera di Pulcinella prima di entrare nelle successive conferenze stampa.

Come vedete, nel questionario di ingresso nel dorato mondo della NBA, la parte riservata alla ricerca del cervello non e' completamente sviluppata. Senza addentrarci in ricerche sulle reali motivazioni di questo livello culturale da “io speriamo che me la cavo” scegliamo la versione della bottiglia mezza piena: ogni settimana abbiamo la possibilita' di leggere che molti dei nostri idoli non sarebbero in grado di fare una divisione a 2 cifre… peccato che il mercato si disinteressi della cosa e continui a pagarli molto piu' di chi spezza l'atomo in 4.

Statemi bene
Kicco

PS: questo articolo non sarebbe mai nato, se una sera attorno a Capodanno il venerabile Francilive non mi avesse fatto un mega-elenco di squinternati, aiutandomi a non dimenticare nessuno, o quasi. Se l'articolo non vi e' piaciuto, almeno stavolta posso dividere le responsabilita'…

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