Se la fortuna è cieca…

Se Grant Hill rimane sano per tutta la stagione, ad Est non ci comincia neanche a giocare…

SE LA FORTUNA E' CIECA"

"la sfiga ci vede benissimo, diceva qualcuno.

Ammettiamo dunque che questa iella sia una forza trascendente, incontrollabile per noi uomini…

Forse si sarebbe abbattuta di nuovo su Grant Hill, senza alcun dubbio "il più martoriato" del biennio 2000-2002, che è invece apparso ristabilito e rinfrancato in questa pre-season di grande sollievo per Orlando. Anche l'esordio in regular season è stato una piacevole sorpresa per tutti, era da un po' che lo "yellow boy" dei Magic si stava facendo attendere. Ora l'unico sogno si chiama Tim, ed ha il 21, ma questa è un'altra storia"

E se ci eravamo abituati a non vedere Shaq all'inizio della regular, ci fa comunque uno strano effetto vedere i Lakers, in corsa per il "Four in a row" perdere da San Antonio senza troppo spremersi, e per di più contro un Tim Duncan piuttosto assente dal gioco.

Ora,il fattore Shaq non ha bisogno di essere spiegato né di essere compreso da nessuno, è tanto evidente quanto significativo, e anche se l'equilibrio interno dei Lakers non è stato leso più di tanto, qualche vittoria all'inizio farebbe sempre comodo nella prospettiva di una post-season un po' più impegnativa.

E Shaq tornerà  alla sua maniera, plateale e per nulla indolore ma,a quanto pare, dovrà  saltare più delle 5 partite previste all'inizio. Per quanto sui Lakers, non vi sia molto da aggiungere"

Sul versante povero, bello e sfrontato della città  degli angeli, non è che se la passino meglio. Senza più Miles, la situazione dei Clippers è alquanto critica, ed un malaugurato inizio di stagione potrebbe compromettere pesantemente la corsa ai play off progettata in grande stile durante l'estate.

Odom rimarrà  fuori per due mesi e, tanto per gradire Brand, Dooling e Quentin Richardson sono ritornati ad allenarsi dopo aver saltato gran parte della pre-season. Per un gruppo giovane, del quale per altro Odom sarebbe uno dei più anziani, è fondamentale conoscersi meglio e rimanere compatti fin dalle prime battute, anche perché i Clippers hanno un nuovo play, Andre Miller, che sarà  pure un signor play, ma deve ancora ambientarsi, e sarà  interessante vedere come lo condizionerà  lo sbalzo dall'Est all'Ovest, o meglio dall'apatia di Cleveland al frizzante entusiasmo dei Clips.

Dunque grandi incognite in questi primi mesi di stagione; senza i tre quinti della formazione titolare a pieno ritmo coach Gentry si dovrà  preoccupare di perdere il meno possibile nelle trasferte e contro le squadre dell'est, in attesa di Lamarvelous. Che come ammette egli stesso "è il miglior giocatore di cui la squadra può disporre".

Se ci aggiungiamo la complessa situazione che si delineerà  tra qualche tempo per il rinnovo dei contratti di Brand, Miller, Maggette, Olowokandi e Odom, c'è il rischio che quella appena iniziata si trasformi in un'annata di estrema difficoltà  per i Clips,non meno della prossima,che potrebbe vedere i bianco-rossi senza diversi elementi chiave del loro roster.

In sintesi, per quanto possibile, i Clippers devono sfruttare al massimo quest'anno per garantirsi un po' di stabilità  anche per quello venturo. Pena, un ritorno alla mediocrità  di qualche annata fa.

Ancora Ovest. Sacramento.
La prima uscita di Cleveland non può certo essere la spia dei problemi dei Kings, che ora più che mai devono affidarsi all'energia di Bobby Jackson non potendo affidarsi ad uno dei play più decisivi degli ultimi tempi: l'ex-Vancouver Mike Bibby, dimostratosi validissimo specialista nel ruolo e giocatore di grande carisma sia durante le 82 partite di regular season, che, soprattutto, negli splendidi play off dei ragazzi di Adelman.

Vale un po' lo stesso discorso fatto per i Lakers, anche se con le proporzioni del caso: una superpotenza dell'Ovest non sarà  mai danneggiata troppo da infortuni di questo tipo; ed essendo la post-season ben lontana, non ci saranno eccessivi grattacapi per coach Adelman.

Ma anche Sacramento, come i Lakers, farebbe volentieri a meno di qualche sconfitta all'inizio per guadagnarsi un posticino di rilievo nella griglia dei play off, per tentare nel concreto il tanto atteso attacco alla truppa di Phil Jackson.

Sia poi l'asse Denver-New York lo spunto per passare alla Eastern Conference.
In particolare lo scambio McDyess-Camby. Il primo arrivava da un anno quasi totalmente trascorso a riabilitarsi, a verificare la forma di quel ginocchio operato in precedenza,che lo aveva costretto ad un lungo stop. Il secondo ha dato modo agli americani, nelle sue ultime stagioni, di iniziare una sorta di "totoscommesse" sulle sue condizioni di salute e sulle partite che avrebbe saltato da ottobre a maggio.

E se McDyess rappresentava un punto cardine dei nuovi Knicks di Dolan e Chaney, che da poche ore ha rinnovato il contratto, Camby aveva l'opportunità  di giocare con continuità  in un ambiente tranquillo e senza troppi fronzoli come quello dei Nuggets,avendo anche modo di crescere come giocatore e gettare un occhio alle proprie statistiche individuali, in coppia con Juwan Howard.
Si sa,l'ottimismo è di rito in questi casi" e la sfortuna è puntuale come una sentenza..

A distanza di pochi giorni i Knicks si sono ritrovati ad essere una squadra al capolinea, affidata esclusivamente alle giocate di Spreewell e Houston, ovvero una testa calda e il "morbidone" per eccellenza, non proprio la situazione ideale. Il ginocchio di Totò aveva fatto ancora crac.

Camby? Quasi contemporaneamente l'anca del buon Marcus ha dato nuovi cenni di cedimento, tanto da rendere necessaria un'operazione ad un tratto di cartilagine. Denver affonda nel piattume dei bassifondi della Western, Camby tornerà  a gennaio nella migliore delle ipotesi, mentre per Totò si parla di stagione persa.

E per entrambi i teams la questione non è più di moduli e alternative alle varie opzioni. E' un problema di sopravvivenza, di pazienza in un momento delicatissimo. E a Toronto se la stanno ancora ridendo"

Al resoconto degli "scalcinati" non poteva mancare Allen Iverson, che ha esordito nello sfortunato martedì notte contro i Magic, con un classico 7/25 dal campo.

Assieme a Buckner è stato uno dei Sixers obbligati a disertare il training camp. E si merita la menzione per l'allarmante regolarità  con la quale il suo nome è presente nei bollettini degli infortunati, spesso in compagnia di diversi compagni di squadra. E' ormai una caratteristica peculiare di Phila, e forse è anche un bene che non ci sia mai pace per Iverson, né a maggior ragione per Larry Brown, che ha dimostrato di vivere queste vicende con estrema professionalità  e sensibilità , considerando i patemi d'animo che lo hanno assalito più volte in tempi non sospetti.

E che dire di Spree? Andando a dare cazzotti a destra e a manca lo "strangolatore della baia" si è procurato danni alla mano destra, beccandosi una sanzione dai Knicks con relativa sospensione dal training camp. Il beniamino del Madison ci sarà , questo è sicuro, ma non vi sono certo buone premesse per lui e per i Knicks.

Treccina è inoltre in rotta con la società , infastidito dal trattamento riservatogli nella vicenda appena accennata, e l'acquisto dell'ex-Charlotte Lee Nailon fa pensare all'ipotesi di una sua cessione più o meno imminente. In questo senso, l'infortunio occorso a Spree è uno dei più pesanti in termini di mercato e di spostamenti, anche nel raffronto con le "disgrazie" altrui, ricordiamo anche Rashard Lewis di Seattle, uno dei giocatori più esplosivi degli ultimi campionati,le cui condizioni non sembrano ottime.

In definitiva, l'ossatura delle Conference non ha subito grossi mutamenti, e le lievi alterazioni fin qui viste dovrebbero restare tali; ben diverso sarebbe il modo di affrontarle se fossimo all'altro capo della stagione, quello in cui, appunto, vengono designate le famigerate griglie.

E, facciamo pure tutti gli scongiuri del caso, non so se avete notato chi manca in questa "injured list" virtuale" Non ditelo a nessuno, ma se non avete ancora letto il nome di tale Anfernee Hardaway, detto "Penny", è perché, effettivamente, pare che stia benino"

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