NL East Report#6

Josh Johnson sempre poco considerato, ma ormai stabilmente tra i migliori pitchers in MLB

Al termine dell'interlega 2010, la situazione inizia a farsi più chiara anche nella NL East, dove le prime tre squadre allungano in maniera decisa.

A meno di clamorosi imprevisti sarà  la lotta tra Atlanta, New York e Philadelphia (in rigoroso ordine alfabetico) a decidere la vincitrice della division.

La squadra della Georgia continua ad alternare prestazioni buone ad altre sottotono e se il parco lanciatori continua a fornire buone prestazioni, lo stesso non si può dire del lineup, che sta mettendo in mostra tutti i limiti già  palesati alla vigilia della stagione.

Chi sta rendendo oltre le attese è invece la squadra della Grande Mela, che una volta recuperato Jose Reyes al 100% ha notevolmente cambiato marcia; a fare la differenza, però, è il pitching che sta rendendo ben oltre ogni più ottimistica previsione dei tifosi.

I Phillies continuano a rappresentare la formazione con più chances di post-season, a maggior ragione dopo aver superato il periodo nero di qualche settimana fa e il loro ritardo dalla vetta rimane troppo esiguo per poterli considerare fuori dai giochi, anzi.

Periodo sicuramente negativo per Florida, accompagnato da una serie di risultati mediocri e culminato nel licenziamento del manager Fredi Gonzalez: il gap dalle prime posizioni si sta pericolosamente avvicinando alla doppia cifra e la squadra non sembra in grado di poter impensierire i tre avversari davanti.

Chiudono la classifica i Nationals, team in piena rifondazione ma capaci di fare lo sgambetto a molte squadre più blasonate, specialmente se sul monte possono schierare il giovane fenomeno Stephen Starburg, le cui cifre fanno impallidire, già  adesso, quelle di molti colleghi ben più navigati di lui.

Come al solito, vediamo ora il dettaglio degli ultimi quindici giorni.

Atlanta Braves (45 W / 33 L)

I ragazzi di Bobby Cox mantengono un risicatissimo margine sugli inseguitori, un aspetto comunque positivo visto lo stato di forma non propriamente invidiabile di molti uomini del lineup ed un calendario fin qui piuttosto sbilanciato in termini di partite in trasferta.

A guidare la rotazione dei Braves troviamo il vecchio Tim Hudson (2-1, 2.14 ERA), che a dispetto di cifre mediocri (10 BB e 15 K in 21.0 IP) sta continuando ad ottenere risultati egregi, aiutato dalla buone sorte e dall'immancabile valanga di groundballs cui costringe i battitori avversari.

Dietro di lui spunta la (piccola) sagoma di Kris Medlen (1-0, 2.77 ERA), elemento oramai imprescindibile della rotazione; il limite di innings e il ritorno imminente di Jurrjens sembravano spingerlo fuori dalla rotazione, ma stando alle ultime notizie non sarà  lui a lasciare il posto al compagno di reparto.

Al terzo posto l'altro veterano del team, Derek Lowe (1-1, 3.32 ERA) che si sta dimostrando più in palla e più efficace dopo un inizio di stagione sotto par. Pur senza numeri straordinari (19 H, 6 BB e 12 K in 19.0 IP) l'ex-Dodgers sta fornendo prestazioni solide e di qualità , tenendo fede, almeno in parte, alle aspettative che avevano accompagnato il suo arrivo in Georgia.

Chiudono il reparto Kenshin Kawakami (1-1, 4.50 ERA) che alterna ottime prestazioni ad uscite decisamente infelici e il teorico ace della squadra Tommy Hanson (1-2, 8.79 ERA). Il giapponese in settimana è riuscito a sfatare il tabù della prima vittoria in questo 2010, mentre il giovane compagno di reparto sta attraversando un periodo di sfortuna che si sta traducendo in un numero impressionante di valide e runs concesse a dispetto di peripherals di buon livello.

Il bullpen continua a ruotare attorno alla figura del closer Wagner (4 salvezze su 4), che nei giorni scorsi si è tolto la soddisfazione di raggiungere il prestigioso traguardo delle 400 S in carriera, secondo mancino della storia a riuscire nell'impresa.

Le ventiquattro salvezze che lo separano dal leader, John Franco, appaiono un margine troppo ampio da colmare in una sola stagione, chissà  che l'eventuale accesso alla post-season della squadra non possa regalargli questa opportunità .

Gli altri componenti del reparto passano in secondo piano, soprattutto alla luce delle prestazioni offerte: da segnalare solamente il buon momento di Jesse Chavez (0-0 1.17 ERA) e il primo fuoricampo "vero" concesso da Moylan dopo quasi due anni.

Calma piatto in attacco, con i soli Chipper Jones (.342 AVG) e Martin Prado (.340 AVG) sugli scudi: il primo guida la squadra in RBI con 9, ma all'aumento della media battuta non è coinciso, come prevedibile, un incremento apprezzabile della potenza (3 XBH).

Prado, dal canto suo, continua a rimanere ai vertici della lega in termini di AVG e, se la pazienza al piatto continua a non impressionare, c'è stato quantomeno un incremento nella SLG grazie alle 9 XBH (6 doppi, 2 tripli e 1 HR).

Appena sotto quota .300 troviamo Melky Cabrera (.295 AVG), che sta attraversando un discreto momento di forma concretizzato dai 7 RBI; alle sue spalle ecco il C McCann (.250 AVG) che bilancia gli 11 K con 3 fuoricampo.

Prestazioni decisamente sotto il par per la coppia formata da Hinske (.229 AVG) e Escobar (.237 AVG): le loro cifre combinate parlano di 17 K e 6 walk, mentre la voce XBH è ferma a quota quattro.

Discorso a parte merita Troy Glaus: dopo un periodo ben al di sopra delle sue medie in carriera, il prima base si sta normalizzando in termini di AVG (.143) e SLG (3 doppi e 1 HR), ma la sua produttività  si mantiene alta grazie a un rapporto BB/K di 8/5.

Infine il rookie Heyward è finito, come prevedibile, in DL, una mossa che spiega in parte il crollo verticale della sua produzione nell'ultimo mese; il suo rimpiazzo, Gregor Blanco, batte .250 con 3 K e altrettante BB.

Coming up: FLA@ATL, ATL@PHI, ATL@NYM prima della pausa dell'All-Star Game.

New York Mets (43 W / 34 L)

La squadra si mantiene in seconda posizione ma sembra incapace di piazzare il colpo decisivo per balzare in vetta alla division: il tanto atteso rientro di Beltran e/o qualche mossa prima della deadline potrebbe essere la risposta al problema.

Prestazioni solide senza grandi acuti caratterizzano le ultime due settimane dei pitchers newyorkesi: il migliore, numeri alla mano, è stato R.A. Dickey (2-1, 3.32 ERA) che regala tre buone partenze in cui colleziona 14 K e 5 walks in 19 innings.

Dietro di lui il giovane Niese (2-0, 4.58 ERA) che a dispetto di un record vincente può vantare cifre solamente discrete: 12 eliminazioni al piatto, infatti, non bastano a compensare le 19 valide e le 8 BB concesse in poco più di 17 riprese.

Numeri molto simili a quelli di Mike Pelfrey (1-1, 4.85 ERA), anche se in questo caso è il bassissimo numero di K (quattro) a risaltare maggiormente; sono invece le troppe valide concesse (ben 16 in 12 innings) il tallone d'Achille di un Santana (0-2, 6.75 ERA) il cui rendimento rimane un po' al di sotto delle aspettative dei tifosi.

Chiude il giapponese Takahashi (1-1 6.89 ERA) che malgrado numeri da dimenticare (21 hits, 8 BB e 4 HR) riesce a portare a casa una vittoria nelle tre partenze che lo vedono protagonista.

Prestazioni globalmente migliori tra i rilievi, tra le quali spiccano i sette scoreless innings di Elmer Dessens e i cinque, con otto K, di Bobby Parnell.

Tre salvezze, infine, su altrettante occasioni per K-Rod che continua la sua eccellente stagione aggiungendo 8 strikeouts in poco più di quattro riprese al suo già  cospicuo bottino stagionale.

Tra gli hitters c'è l'imbarazzo della scelta per decidere il migliore, basti pensare che ben 2 giocatori finiscono con più di 10 runs e tre raggiungono la doppia cifra in termini di RBI.

Il personale MVP va ad Angel Pagan (.483 AVG) che pur giocando un numero ridotto di partite causa infortunio si rende protagonista di 6 runs e 10 RBI grazie a 4 doppi e 1 triplo: a completare il quadro troviamo 5 free-pass in prima base con solamente 2 K subiti.

Alle sue spalle la virtuale lotta per il secondo gradino del podio è una questione tra Reyes (.333 AVG) e Wright (.385 AVG): il giovane interbase chiude le ultime due settimane con 15 R e 9 RBI cui aggiunge 3 doppi, 2 tripli e 3 fuoricampo. Ciliegina sulla torta le due stolen base.

Il 3B candidato All-Star, invece, continua a battere con continuità  come testimoniato dalle 8 XBH e dagli undici punti battuti a casa; numeri che come al solito permettono di chiudere un occhio sui tanti K incassati.

Risultati e prestazioni molto simili tra loro quelle offerte dalla coppia Davis-Francoeur: in comune troviamo i doppi (3) e i fuoricampo (1), ma anche la rivedibile disciplina al piatto che si concretizza in 2 BB a fronte di 22 K.

Tutto il contrario di quanto messo in mostra da Jason Bay (.265 AVG), che pur rimanendo lontano dalle prestazioni offerte in maglia Red Sox, specialmente in termini di potenza, si toglie la soddisfazione di guidare la squadra in BB con nove.

Completano il quadro il seconda base Ruben Tejeda (.333 AVG) protagonista di 5 K e 2 XBH e la coppia Blanco/Barajas che dietro il piatto sta offrendo prestazioni tutt'altro che esaltanti (7 valide con 0 XBH in 37 AB combinati).

Coming up: NYM@WAS, CIN@NYM, ATL@NYM prima della pausa dell'All-Star Game.

Philadelphia Phillies (41 W / 34 L)

Come detto altre volte, il periodo peggiore sembra essere alle spalle, ma sono gli infortuni (gli ultimi in ordine di tempo di Utley e Polanco) la vera spina nel fianco del team campione in carica: il distacco dalla vetta rimane contenuto, e non perdere ulteriore contatto potrebbe essere il primo passo verso la riconquista della division quando il lineup ritornerà  in forma e in piena salute.

A farla da padrona in casa Phillies è, per una volta, la rotazione trascinata dal solito Halladay (1-1, 1.80 ERA) e dal veteranissimo Jamie Moyer (3-0 1.96 ERA); il pitcher ex-Toronto continua la sua ottima stagione e nonostante le 17 hits concesse in 15 innings ottiene buoni risultati limitando al minimo le BB (solamente una).

Moyer, dal canto suo, fa l'en-plein in termini di vittorie ma la cosa non sorprende per nulla lanciando un'occhiata alla sue cifre: 11 H, 2 BB e 17 K in 23 IP sono cifre mostruose per qualsiasi lanciatore, figurarsi per un quarantenne.

Bilancio, finalmente, positivo anche per Joe Blanton (2-0, 3.80 ERA) malgrado numeri tutto sommato nella media (21 H e 5 walk in 21 innings): difficilmente, comunque, i tifosi avranno di che lamentarsi.

Molto diversa la situazione di Hamels (0-1 6.65 ERA), cui continua a far difetto la continuità  di risultati: la sua unica costante sembrano essere i fuoricampo concessi. Completa il quadro Kyle Kendrick (1-1 5.19 ERA) che, fedele al suo ruolo, continua ad offrire prestazioni da numero cinque di rotazione e poco più.

Il bullpen è guidato, in negativo, da un Brad Lidge versione 2009: 7 K in 4 innings non bastano a compensare le 6 valide (tra cui 2 HR) concesse, ma soprattutto non servono ad impedire 2 blow save.

Prove abbastanza incolori per gli altri rilievi, con il solo Figueroa a chiudere con un saldo positivo nel rapporto K/BB; da segnalare, infine, la terza S stagionale del mancino JC Romero.

Segnali di vita dal lineup: in quattro chiudono con almeno 10 runs, mentre sono tre gli hitters che raggiungono la doppia cifra per punti battuti a casa; Werth e Victorino, infine, incasso ben 10 BB a testa guidando la rinascita di tutto il reparto.

Reparto guidato prepotentemente da Ryan Howard (.353 AVG) che porta alla causa della sua squadra ben 18 valide (tra cui 2 tripli e 5 HR), 15 runs e 12 RBI, il tutto restando sotto le dieci eliminazioni al piatto. Decisamente numeri interessanti.

A fargli buona compagnia troviamo il compagno di infield Chase Utley (.356 AVG) che vanta numeri inferiori in termini di SLG viste le sole 3 XBH ma non fa mancare il proprio contributo in attacco (11 RBI) e al piatto (4/4 BB/K).

Dietro ai due fenomeni, sputano le sagome di Polanco (.317 AVG) e Werth (.349); mentre il contributo del primo si "riduce" alle 13 valide battute (di cui 2 doppi), il secondo mette sul piatto della bilancia 3 HR, 10 BB e 12 R confermandosi, una volta di più, tra i migliori e più completi esterni della lega.

Categoria in cui si ritaglia il suo spazio anche il "piccolo" Victorino (.245 AVG) reduce da quindici giorni in cui ha sfiorato la tripla doppia in R/RBI/BB, andando K solamente 5 volte in quasi 50 AB.

Il reparto degli esterni è completato da Raul Ibanez (.220 AVG), sempre più lo specchio della mediocrità  in campo: 2 HR, 8 RBI e 5 BB è il suo fatturato negli ultimi 15 giorni. Non molto dissimili le prestazioni di Brian Schneider dietro al piatto, anche se per lui c'è l'attenuante del ruolo difensivo ricoperto.

Per chiudere il lineup rimane da citare l'interbase: il tanto atteso ritorno di Rollins è coinciso con il miglior momento del suo rimpiazzo Wilson Valdez (.281 AVG) che negli ultimi 32 AB non aveva certo sfigurato, anzi. Tre HR, 10 R e 10 RBI le sue cifre.

Coming up: PHI@PIT, ATL@PHI, CIN@PHI prima della pausa dell'All-Star Game.

Florida Marlins (37 W / 40 L)

La stagione transitoria e senza sussulti della squadra della Florida è improvvisamente salita alla ribalta in occasione dell'esonero, che ha destato più di un dubbio, del manager Fredi Gonzalez; ovviamente solamente il tempo ci dirà  se si sia trattato di una mossa saggia, ma la mia sensazione è che il problema dei Marlins sia altrove, e non necessariamente in campo.

Parlando di baseball giocato due nomi saltano immediatamente agli occhi osservando la rotazione del team: Josh Johnson (1-1, 1.69 ERA) e Ricky Nolasco (2-1, 4.05 ERA). Sul primo, ormai, gli aggettivi si sprecano e non è eccessivo considerarlo tra l'elite dei pitchers in MLB al momento; per lui parlano le cifre, 11 hits e 1 BB in 16 innings conditi da 18 strikeouts.

Nei report precedenti spesso Nolasco si era distinto per le buone prestazioni non seguite da risultati all'altezza e questa volta non fa eccezione: 21 K e 2 BB in 20 innings sono cifre eccellenti che mal si abbinano ad un'ERA oltre quota quattro. A fare la differenza sono i fuoricampo concessi, ben 5 che portano il totale stagionale a quota 19.

Al terzo posto ecco Anibal Sanchez (1-1, 2.45 ERA), lanciatore che rappresenta quasi il contrario di Nolasco visti i risultati ottenuti a dispetto di prestazioni globalmente più modeste, come testimoniato dalle cifre che parlano di 19 H, 5 BB e 10 K in 19 innings di lavoro.

Chiudono, male, il reparto i soliti Robertson (1-1, 6.91 ERA) e Volstad (0-1, 5.40 ERA) che vantano numeri, anche in stagione, abbastanza similari, anche se nelle ultime due settimane è Volstad a farsi preferire in virtù di un rapporto K/BB di 10/1.

Il bullpen è decisamente affollato, con ben 11 giocatori diversi chiamati sul monte per lanciare almeno 1 inning: tra tutti, il solo Jose Veras chiude senza subire runs grazie ai 5 K in 4 IP.

Tra gli altri meritano una menzione Taylor Tankersley (0-0, 3.00 ERA), uno dei pochi rilievi a non sfigurare, e il closer Leo Nunez (3/4 nelle salvezze), l'unico vero punto fermo di un reparto tra i più deficitarii della lega.

Del lineup di Florida tutto si può dire tranne che non sia aggressivo al piatto: sono ben 5, infatti, gli hitters che registrano la doppia cifra nelle eliminazioni al piatto, guidati da rookie Mike Stanton a quota venti.

Il migliore nelle ultime settimane è stato senza dubbio il prima-base Gaby Sanchez (.407 AVG) anche se alle tante valide battute (ben 22) non si è accompagnato molto altro, ad esclusione della disciplina al piatto (3 BB e 6 soli K).

Prosegue il suo ottimo momento l'esterno Chris Coghlan (.302 AVG) che guida la squadra in doppi, fuoricampo, runs e, un po' a sorpresa, walks; produzione molto simile a quella del compagno di reparto Cody Ross (.340 AVG) che chiude con 4 doppi, 1 HR, 8 R e 7 RBI.

Quindici giorni ai livelli che gli competono anche per la stella Hanley Ramirez (.311 AVG) che si conferma giocatore a 360° in virtù dei 2 HR, 15 RBI e BB, senza ovviamente dimenticare la solida difesa come interbase.

Prove un po' sottotono quelle offerte dalla coppia Dan Uggla (.269 AVG) e Jorge Cantu (.170 AVG) che terminano con 26 K e 8 BB in due; ma è soprattutto la mancanza di potenza, testimoniata dalle sole 5 XBH, a risaltare maggiormente in negativo nel rendimento dei due giocatori.

La potenza non manca, invece, al C Ronny Paulino (.283 AVG), visto che 5 delle 13 valide battute sono XBH; a sorprendere, sono invece, le 6 walks guadagnate e il dato fa ancora più impressione se accostato alle cinque eliminazioni al piatto subite.

Come detto qualche paragrafo fa, il lineup si chiude con l'esordiente Stanton (.174 AVG) che ha già  fatto intravedere buone qualità  come slugger, ma difetta, come tutti i debuttanti, nella disciplina al piatto dove ha raccolto 20 eliminazioni in 46 AB.

Coming up: FLA@ATL, FLA@LAD, FLA@ARI prima della pausa dell'All-Star Game.

Washington Nationals (34 W / 44 L)

La franchigia della capitale si conferma, ancora una volta, in fondo alla division, una posizione che difficilmente abbandonerà  per il resto della stagione.

A proposito di costanti per la stagione: la rotazione è guidata, guarda caso, dal giovanissimo fenomeno Stephen Strasburg (0-2, 2.33 ERA) cui è mancata solo una vittoria per coronare le ultime 3 partenze in cui ha eliminato al piatto ben 26 avversari concedendo solamente 2 BB.

Alle sue spalle troviamo l'altro giovane, JD Martin (0-1, 0.87 ERA) i cui ottimi risultati si spiegano con le 3 unearned runs subite nelle ultime due partenze: 8 K e 1 BB sono, ad ogni modo, cifre decisamente incoraggianti.

È stato invece premiato con 1 W Craig Stammen (1-0, 2.45 ERA) nell'unica partenza che lo ha visto protagonista; non è stato così fortunato il veterano Livan Hernandez (1-1, 6.41 ERA) toccato da ben 26 valide in 19 innings sul monte.

Bilancio in perfetta parità  per Luis Atilano (1-1, 4.32 ERA) che malgrado qualche hits di troppo concessa, si può consolare con i 9 strikeouts messi a segno in 16.1 IP.

John Lannan, infine, è stato rispedito nelle minors dopo l'ennesima brutta uscita (4 IP, 11 H, 5 ER) e viste le sue cifre stagionali è francamente impossibile non essere d'accordo con la scelta dello staff tecnico.

Due salvezze in altrettante opportunità  è il bottino del closer Matt Capps, la cui abilità  nell'evitare di concedere BB agli avversari si sta dimostrando sempre più preziosa, quando le hits concesse cominciano ad essere troppe.

Prosegue tra alti e bassi la stagione di Clippard, protagonista di sette brutti innings nelle ultime settimane in cui è stato toccato spesso e volentieri, e in cui è stato protagonista anche di 1 BS. Decisamente più efficaci i compagni di reparto Miguel Batista (0-0, 0.00 ERA in 6.1 IP) e Drew Storen (0-1, 2.25 ERA in otto innings lanciati).

Non sta attraversando un periodo felice l'attacco dei Nationals con il solo Roger Bernadina sopra quota .300 di media battuta; per lui anche 2 HR, 5 RBI e 3 stolen base a conferma del buon momento di forma.

Il reparto degli esterni è completato da Josh Willingham (.267 AVG) e Nyjer Morgan (.244 AVG), solitamente due giocatori agli antipodi ma protagonista di prestazioni analoghe sul campo in questi ultimi quindici giorni: a favore del primo giocano, ovviamente, le 6 XBH che comprendono anche 2 fuoricampo.

Decisamente un periodo da dimenticare per Ryan Zimmerman (.213 AVG) la stella della squadra che chiude le ultime due settimane con solamente 2 XBH e 13 K, numeri in netto contrasto con gli standard del terza-base.

Va solamente un po' meglio al compagno Adam Dunn (.204 AVG) che incassa solamente 3 BB ma si riscatta, almeno parzialmente, spedendo 3 palline fuori dal campo, raggiungendo quota 17 HR stagionali.

Abbastanza positivo, e per certi versi sorprendente, il rendimento di Guzman (.273 AVG) in seconda base, non tanto in termini di media battuta, quanto piuttosto alla luce delle 4 walks (con altrettanti K) guadagnate.

Chiudono il reparto, Ian Desmond (.121 AVG) e Pudge Rodriguez (.175 AVG) le cui cifre combinate parlano di 20 K, 4 BB e 1 XBH: sicuramente i margini di miglioramento non mancano.

Coming up: NYM@WAS, SD@WAS, SF@WAS prima della pausa dell'All-Star Game.

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