Il ballo dei debuttanti

Portis è sicuramente uno dei migliori Rookie della lega, il futuro sembra essere dalla sua parte…

Sono al centro dell'attenzione per gran parte della offseason, gli analisti li vivisezionano, ne studiano con la lente di ingrandimento qualità  e difetti, prima e dopo la data fatidica, quella del draft.

Stiamo parlando naturalmente dei rookies, i giocatori in uscita dal college alla loro prima esperienza nella lega professionistica. Tutta questa attenzione nei loro confronti si affievolisce nel corso della stagione,un pò perchè molti di loro non lasciano effettivamente in segno, un pò perché tanti e tali sono i temi da trattare che le loro prestazioni tendono a finire in secondo piano.

Dopo 14 settimane di Regular Season andiamo a vedere quali sono le dieci matricole che più hanno lasciato il segno sulla lega, quali quelli che hanno maggiormente deluso e quali necessitano di tempo per dimostrare il loro valore.

1. Clinton Portis, RB – Denver Broncos
La vera, grande sorpresa del draft: scelto per cinquantunesimo corre per oltre 1000 yards e segna 9 td, dimostrando una personalità  e un talento fuori dal comune. Che i Broncos abbiano trovato subito l'erede di Terrell Davis?
E' presto per dirlo ma l'impatto di Portis è stato tanto inaspettato quanto devastante. E' brevilineo e veloce ma ha il coraggio e la capacità  di rompere i placcaggi per correre nel mezzo on efficacia. Buono anche il rendimento da ricevitore. E' già  nella storia: nessun rookie ha collezionato 7 partite da oltre 100 yards.

2. Julius Peppers, DE – Carolina Panthers
Una sola, grande macchia sull'annata della seconda scelta assoluta: la squalifica per doping che l'ha tolto di mezzo per tutta la seconda parte della stagione, ed è il motivo per cui non è al primo posto in questa graduatoria.
In campo le sue prestazioni sono strabilianti: mette a segno 12 sacks in altrettante partite (3 sacks nelle gare contro Dallas e Detroit), 5 fumbles forzati e un intercetto. Fisicamente incontenibile, se supera a livello psicologico questa brutta storia della squalifica sarà  una stella indiscussa della lega.

3. Roy Williams, FS – Dallas Cowboys
Ottava scelta assoluta da Oklahoma, gioca fin da subito come se fosse nella NFL da una vita. Eccezionale colpitore, nell'elite della lega per quanto riguarda i placcaggi, deve migliorare nella copertura sul profondo anche se ha già  collezionato qualche big play. Al momento in cui scriviamo è diciottesimo nella classifica assoluta dei tackles e ha all'attivo tre intercetti, due sacks e un td. Nel suo ruolo è destinato a dominare per un decennio.

4. Donte Stallworth, WR – New Orleans Saints
Decisamente il miglior ricevitore in arrivo dal college (la concorrenza non è eccelsa, va detto): Haslett gli da fiducia e il ragazzo in uscita da Tennessee si ritaglia un ruolo importante nell'attacco dei Saints, beneficiando del buon braccio di Brooks e dell'attenzione che le difese riservano al suo collega Joe Horn. Ha segnato ben sette td, quattro nelle prime quattro gare da pro, prima che un infortunio ne frenasse l'ascesa. Coniuga fisico e velocità , il futuro dovrebbe essere assicurato.

5. Edward Reed, SS – Baltimore Ravens
24esima scelta assoluta da Miami, passa dalla più forte secondaria del college football a quella completamente rinnovata e senza punti di riferimento dei Ravens ma non risente assolutamente dello sbalzo. Pericolosissimo nelle vesti di intercettatore (già  a quota cinque palloni catturati, due nella partita conto Cincinnati), meno incisivo da placcatore.

6. Napoleon Harris, MLB – Oakland Raiders
E' in discesa la strada che dal college lo porta direttamente al ruolo di middle linebacker titolare dei Raiders, non esattamente una delle peggiori squadre NFL. Napoleone (il destino è nel nome?) dimostra sul campo che Callahan non si è sbagliato nel dargli fiducia, mostrandosi pronto mentalmente. Le qualità  fisiche non sono in discussione, i margini di miglioramento sono tanti. Giocare al fianco di quella vecchia volpe di Romanovksi lo aiuterà  a formarsi in fretta.

7. Marques Anderson, SS – Green Bay Packers
Dopo Clinton Portis il giocatore meno atteso: Green Bay lo sceglie al secondo giro ma Sherman, anche a causa dell' infinita serie di infortuni che colpisce la secondaria dei Packers, lo schiera spesso da titolare. Il ragazzo non tradisce, dimostrando carattere e grandi qualità . La partita che fa accendere i riflettori su di lui è quella contro i campioni del mondo di New England, in cui l'ex Bruins mette a segno 11 placcaggi e un intercetto. Contro Detroit arriva anche il primo Td da professionista.

8. Dwight Freeney, DE – Indianapolis Colts
Esploso nelle ultime settimane, quando Dungy si è probabilmente accorto che il ragazzo era pronto. Le cifre parlano chiaro: 10 sacks in 6 partite. Pass rusher dalla velocità  abbagliante, non è pesantissimo ma tenerlo è un problema per quasi tutti i tackles della lega. La sensazione è che abbiamo visto solo la punta dell'iceberg, parte del resto potremmo vederlo già  nel finale di questa stagione.

9. Ben Leber, OLB – San Diego Chargers
Altro giocatore assolutamente inatteso. Schotteneimer rimane colpito dal ragazzo sin dal training camp e quando inizia la stagione lo schiera subito da titolare. L'inizio è super (quattro sacks nelle prime due partite), il rendimento va però in calando nel corso della stagione. Non sembra un eccelso placcatore ma è molto veloce e per questo eccelle nell'arte del blitz.

10. Jeremy Shockey, TE – New York Giants
Un infortunio gli fa perdere la parte centrale della stagione ma quando è in campo dimostra che i Giants hanno speso piuttosto bene la loro prima scelta. Tight end dalle ottime mani (54 ricezioni per 652 yards) e dal fisico esplosivo, sprizza adrenalina da tutti i pori: l'esultanza con cui saluta ogni sua ricezione lo ha già  fatto diventare un idolo del Giants Stadium. E se ce la fai a New York…

LE DELUSIONI: Due le principali delusioni: la quarta scelta assoluta Mike Williams (OT, Buffalo) e la quinta Quentin Jammers (CB, San Diego). Entrambi hanno un gran talento e probabilmente lo dimostreranno nei prossimi anni ma nella loro prima stagione da professionisti non ripagano le scelte altissime spese per loro.

Per Jammer la questione è principalmente di atteggiamento fuori dal campo: perde il camp e la prima parte della stagione perchè non trova l'accordo economico con i Chargers e quando scende in campo il rendimento ne risente. Non è esattamente il modo migliore per iniziare l'esperienza nei pro.
Mike Williams ha il fisico per dominare ma nella sua prima stagione non ci riesce: la linea dei Bills è la seconda per numero di sacks concessi e nell'analisi della statistica Williams non è totalmente esente da colpe.

I RIMANDATI: Capitolo dedicato ai due giocatori forse più attesi, i due quarterback scelti rispettivamente con il numero 1 e con il numero 3, David Carr (Houston Texans) e Joey Harrington (Detroit Lions).

La stagione di Carr, nonostante le cifre piuttosto deludenti, è ingiudicabile: l'ex fenomeni Fresno State è difeso (si fa per dire) dalla peggior linea offensiva della storia della Nfl (70 sacks concessi in 14 partite, a due dal record di tutti i tempi) e nemmeno la qualità  dei ricevitori è eccelsa.
Il ragazzo ha sicuramente qualche colpa ma ha mostrato anche sprazzi di classe e vorremo valutarlo in un sistema offensivo più consono.

Il discorso può valere anche per Harrington: coach Mornhinweg gli affida, preso dalla disperazione per le prove di MacMahon, le chiavi dell'attacco. I risultati non sono entusiasmanti (decisamente eccessivo il numero di intercetti lanciati, 16) ma anche in questo caso vogliamo sospendere il giudizio perchè l'ex Qb di Oregon ha le qualità  per emergere.

GLI ALTRI: Qualche nota sugli altri rookies che si sono messi in mostra in questa stagione. Partiamo dal centro Gurdoe e dal ricevitore Bryant, titolari sin dalla prima partita a Dallas: il loro rendimento è stato altalenante ma comunque abbastanza positivo, specie per Bryant. A Dallas va tenuto d'occhio anche il cornerback Derek Ross: alterna clamorose ingenuità  a grandi giocate (già  5 intercetti).

Ottimo l’apporto del TE McMicheal nell’attacco di Miami. Anche se solo per una partita ha impressionato il running back dei Colts James Mungro: 114 yards e 2 td contro Philadelphia. E' partito alla grande ma si è un pò perso durante la stagione il defensive tackle di Jacksonville John Henderson mentre attendiamo con ansia la prossima stagione di Philip Buchanon, cornerback dei Raiders che ha giocato sei partite (solo due stando in campo con regolarità ) prima di infortunarsi mettendo a segno 2 intercetti e segnando 2 td (uno su intercetto e uno su ritorno di punt).

Rimanendo in casa Raiders attenzione al TE Doug Jolley, esploso nelle ultime settimane: fisico possente e mani buone, se ne sentirà  parlare ancora.

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