AL West Report #9

Kendry Morales sta portando i suoi ai Playoff. Le aspettative degli Angels crescono!

La deadline ci restituisce una division spezzata in due.
I Mariners si estraneano dalla lotta e sono ora ad 8 lunghezze dagli Angels, e vedremo quanto il separarsi da Jarrod Washburn costerà  loro.
Gli angeli intanto volano alto sopra tutti ed hanno detenuto il miglior record in American League per qualche giorno in questo periodo. Poco staccati (4,5 partite) i Rangers, ancora ottimi.
Chiudono sempre più malinconici gli Athletics, di cui approfondiremo la campagna acquisti/cessioni aggressiva come poche volte e davvero sensata, al contrario di quanto era successo l'anno passato ed in offseason.

Los Angeles Angels

Dopo le prime difficoltà  (fisiche, morali, prestazionali) davamo gli Angels per spacciati.
Dopo una prima mediocre parte di stagione, il record iniziava ad essere troppo penalizzato da un bullpen inesperto che concedeva moltissimo. L'attacco, tenuto a galla da un Torii Hunter da MVP, subiva inoltre l'infortunio dell'asso nativo dell'Arizona e di Vladimir Guerrero.
Ma Los Angeles avrebbe trovato un eroe che l'avrebbe sostenuta in questa scalata ai Playoff, ora molto vicini. E' Kendry Morales, prima base giovane dall'esplosione incontrollata negli ultimi tempi. A luglio i suoi numeri sono imbarazzanti: 7 HR e .326 di media battuta con 5 partite da più RBI. Ad agosto non si è fermato, e prima di incespicare nella difficilissima serie persa con i White Sox, ha messo a segno l'ennesima partita con più di un Home Run, contro Minnesota.

Morales non è solo: la squadra va alla grande ed è esagerata con le piccole. Sweep a Kansas City e serie vinte contro Minnesota due volte, Oakland e Cleveland. Questo significa approfittare del calendario.
Poi è arrivata la serie con i White Sox, molto più difficile delle precedenti, in cui ci sono state varie difficoltà , proprio in attacco. Comunque, gli Angels hanno portato a casa la partita finale, con Mike Scioscia che mostra ancora una volta di essere un motivatore fantastico, tenendo, sul 6 a 4 nel terzo per i suoi, Ervin Santana sul monte, dandogli una fiducia ripagata subito dopo con 8 battitori eliminati di seguito che hanno assicurato la vittoria.
L'opinione pubblica, e la stampa americana, è portata naturalmente a sottovalutare gli Halos. Small ball, poca potenza in lineup, scarso senso del momento, Yankees e Red Sox nella stessa lega. Negli ultimi giorni, chissà  come mai, i pareri però stanno diventando favorevoli; prepariamoci ad un fine stagione incandescente, con il ritorno dei due assenti illustri e l'arrivo delle partite che contano.

Texas Rangers

Per parlare dei Rangers parleremo della serie che li aspetta contro Los Angeles in California.
La prima partita vedrà  scontrarsi Joe Saunders e Scott Feldman, i due assi dei rispettivi schieramenti. Feldman, dopo aver raggiunto il punto più basso della stagione nello scontro con Detroit di settimana scorsa si è rifatto con gli interessanti nell'ultima uscita, strapazzando Seattle. Le sue statistiche a luglio sono ottime, con 100 lanci di media sempre escludendo la partita del Comerica Park e 6 inning sono stati il suo minimo impiego per gran parte della stagione. Escluso Abreu, gran parte del lineup in rosso e bianco è avventato, per cui i lanciatori come lui possono riuscire a condurre buone partite.
Dall'altra parte, Saunders ci sembra inferiore al pitcher di Texas in questo 2009, ed è quindi questo il matchup più interessante della serie per i ragazzi di Ron Washington.
Jered Weaver è tornato in forma e sarà  difficile per Kevin Milwood portare a casa la W, mentre nell'ultima partita sara Derek Holland a cercare un'altra vittoria nella sua stagione d'esordio. Le sue statistiche con battitori sulle basi sono scoraggianti, e gli Angels di unomi in base ne mettono molti. Inoltre Lackey ha la caratteristica di lanciare molto bene di giorno.

La serie contro gli Angels è però l'occasione vera per Texas: se dovessero perderla le 5 o più partite di distacco che li dividerebbero dalla testa sarebbero, ci sentiamo di sbilanciarci definitivi. Tutto può succedere nel baseball, ma date le manifestazioni di maggiore continuità  di LA anche il più minimo distacco sarebbe insormonatbile a un mese e mezzo dalla fine della regular season.

Seattle Mariners

I più penalizzati sono loro, i Mariners. Evidentemente la fiducia in questa stagione è scemata, ed il ben servito a Jarrod Washburn, uno dei pitcher più in palla degli ultimi due o tre mesi, ne è segnale anche troppo evidente. Aggiungiamo al quadretto la probabile operazione a Erik Bedard e capiamo facilmente come Seattle sia ormai molto lontana anche solo dall'idea di andare in Post Season.
Nelle due settimane di riferimento, gli M's hanno perso le serie contro Cleveland, addirittura 3 a 0, e contro Texas, 3 a 1. Buona notizia è l'acquisizione dell'ottimo Lucas French, che non è molto dissimile da Washburn ed ha molti meno anni ed un salario infinitamente inferiore. Il rookie ha già  vinto la prima partita con la nuova casacca, ed è un'ottima mossa, sempre se si vuole perdonare alla dirigenza il fatto di aver lasciato perdere questo 2009, che a tratti è sembrato convincente.
Aspettavamo impazienti il momento in cui i Mariners avrebbero deciso che cosa fare: ora i dubbi si sono dissipati, vogliono ripartire da zero (o per meglio dire da Felix Hernandez).

Oakland Athletics

Come in una barca alla deriva, i giocatori degli A's inizia a lasciare il ponte, saltando giù appena se ne presenta l'occasione.
E' così che Billy Beane gestisce un'annata infernale segnata dalla contrapposizione di grandi giocatori e grandi aspirazioni con la pessima realtà  dei fatti.
Il lineup è subito sembrato debole. Holliday e Jason Giambi hanno sempre giocato molto sotto il par, Nomar Garciaparra e Cabrera impalpabili o infortunati. E' arrivata la deadline ed era il momento di ricominciare, per l'ennesima volta da capo.

Orlando Cabrera ai Twins per Tyler Ladenfort, infielder polifunzionale di 21 anni, e Holliday ai Cardinals per Brett Wallace ed altri due minor leaguer, sempre scelti molto in alto nei passati draft.
Tutto a un tratto, quindi, Oakland si ritrova con una coppia da triple A tra le migliori della nazione, e potrebbe darsi che entro pochi anni possano formare una grande coppia anche in MLB. La politica del management verdeoro riacquista così le dimensione storica dopo aver sconfinato nel, col senno di poi, goffo tentativo di assumere sembianze aggressive.
Pentiti di aver lasciato Carlos Gonzalez e Greg Smith ai Rockies questo inverno, gli A's hanno rimpolpato il loro altissimo tasso di prospetti con acquisizioni di primissimo livello e, come nel caso di Wallace, già  pronte per il debutto al piano superiore.

Le rinunce importano pochino ad un team con 17 partite di ritardo dalla prima in division, però è giusto soffermarsi un attimo sulla trade di Jack Hannahan, andato ai rivali Mariners per il pitcher Justin Souza, prospetti di medio livello dalle statistiche non esagerate (ERA attorno ai 5 in triplo A e tra le 3 e le 4 BB ogni nove inning).
Hannahan è giovane, molto forte in difesa ma con molti problemi in attacco. Il ragionamento chiave gira intorno al modo di pensare della dirigenza. Meglio scambiare un giocatore per il momento mediocre con un minor leaguer altrettanto poco allettante. I Mariners riempiono un buchino sugli interni con un giocatore a minimo salariale e rinunciano ad un giovane pitcher. Solo il tempo,e lo sviluppo di Hannahan, ci diranno chi avrà  avuto ragione e se dalla trade scaturirà  un impatto di qualsiasi tipo.

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